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La parola al colonnello Gheddafi

Sto ora resistendo all’attacco della forza più grande della storia militare; il mio piccolo figlio africano, Obama, vuole uccidermi, privare della libertà il nostro Paese, sottrarci la nostra alimentazione gratuita, il nostro servizio medico gratuito, il nostro sistema educativo gratuito, e sostituire a tutto ciò la fogna di stile yankee chiamata ‘capitalismo’; tutti, però, nel Terzo Mondo, sappiamo ciò che significa: significa che le imprese transnazionali governano i Paesi, governano il mondo intero; e che il popolo soffre. Di conseguenza, per me non esiste alternativa, devo prendere la mia posizione; e, se Allah lo vuole, morirò seguendo il suo cammino, il cammino che ha reso il nostro Paese ricco in agricoltura, nel campo alimentare ed in quello della salute, e che ci ha inoltre consentito di aiutare i nostri fratelli e sorelle africani, facendoli lavorare qui, nella Yamahirya libica.
Io non desidero morire, ma se la situazione si propone e se, per salvare questa terra ed il mio popolo, per salvare le migliaia di figli miei, allora che così sia…
In Occidente, alcuni mi hanno definito ‘pazzo’, loro però sanno la verità e continuano a mentire; sanno che la nostra terra è indipendente e libera, che non è soggetta al giogo coloniale.

(traduzione dal castigliano della Redazione de IL BUIO)

Dichiarazione del colonnello Muamar Ghedafi del 5 aprile 2011.
La Dichiarazione NON è stata resa, fra gli altri, alla sedicente Sinistra italiota, sia essa (come al solito disgustosamente) rappresentata da Ri(af)fondatori del Comunismo, pidini (epigoni cretini della feccia picista); neo-marxisti-leninisti, trotskisti vari, militanti dei Centri Sociali, Il Manifesto, Radio Popolare e Fardi Adly, il rinnegato traditore del suo popolo al servizio della CIA e dell’entità sionista.