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Ayatollah? Macchè: rabbini!

Il rabbino di Safed – un funzionario del governo dell’entità sionista – ha decretato che è assolutamente proibito affittare appartamenti agli arabi, compresi gli studenti arabi della scuola di medicina locale.
Altri venti rabbini di altre venti città, che ricevono stipendi pagati dall’intera comunità, laici, arabi ed atei compresi, hanno pubblicamente appoggiato ed approvato questo editto che, a sentire marmaglia fetente del genere di Magdi Allam e della progenie  di Oriana Fallaci, sarebbe tipico dei temutissimi, odiatissimi e disprezzatissimi ayatollà musulmani.
Un altro gruppo di rabbini ha proibito di assumere come lavoratori i goyim (nell’antica lingua ebraica, il termine goy significava semplicemente “gente”, qualunque tipo di gente. Nella Bibbia, gli israeliti furono denominati “santi Goy”. Ciò nonostante, negli ultimi secoli il termine ha finito con l’assumere il significato di “non giudei”, con una connotazione marcatamente peggiorativa).
Il top è stato comunque raggiunto, peraltro senza fatica eccessiva, considerato il punto di partenza e la categoria di appartenenza, dal rabbino Yitzhak Shapira.
Shapira è probabilmente l’abitante più estremista di Yitzhar, che è, a sua volta, altrettanto probabilmente, l’insediamento più estremista di tutta la Cisgiordania. I suoi membri, tanto per rendere l’idea, sono spesso accusati di compiere pogrom nei vicini villaggi palestinesi, di solito come “rappresaglia” per le azioni che l’esercito sionista compie contro le strutture costruite abusivamente dagli stessi coloni.
Tornando comunque a Shapira, nel suo ultimo libro (intitolato Torat ha-Melekh, L’insegnamento del re) il rabbino affronta l’argomento dell’assassinio dei goym. Sì, avete letto bene: proprio dell’assassinio di chi non è ebreo. E tutto ciò senza che gli amici interessati, i sostenitori della “causa sionista”, i neo rabbini Fini, Berlusconi e Napolitano per primi, abbiano trovato motivo alcuno di indignazione.
Comunque, nel libro si sostiene che in tempo di pace, normalmente non esiste ragione per uccidere i gentili (i goym). Non tanto per rispetto nei confronti del comandamento “Non uccidere” – che, a giudizio di Shapira, si applica soltanto ai giudei – quanto piuttosto in virtù del mandato di Dio dopo il diluvio universale: “Chiunque versi sangue umano, sarà versato il sangue di lui. Perché l’uomo è stato fatto ad immagine di Dio” (Genesi, 9:6).
In tempo di guerra, invece, le cose cambiano completamente.
Secondo i rabbini, l’entità sionista è stata in guerra fin dalla sua “fondazione”, e probabilmente seguiterà ad esserlo per sempre.
In tempo di guerra, dovunque la presenza di un goy pone in pericolo la vita di un giudeo è permesso ucciderlo, anche se si tratta di un goy giusto, che non ha nessuna responsabilità in quella situazione.
E’ insomma permesso (in realtà, si raccomanda di farlo!) uccidere non solo i combattenti nemici, ma anche coloro che li “appoggiano” o “sostengono”.
Ed è consentito uccidere civili nemici se farlo favorisce il risultato della guerra.
Ma non è tutto qui, purtroppo per i filo-sinonisti, criminali e mentitori per interposta persona, di casa (Cosa?) nostra: il rabbino Shapira arriva ad affermare che è concesso uccidere i bambini quando si ha motivo di ritenere che, una volta diventati adulti, potranno risultare “dannosi”, è intuitivo per chi!!!
Shapira non è l’ultimo, né tantomeno l’unico, rabbino ultranazista (gli epigoni di Hitler, piuttosto che quelli delle vittime dei campi di sterminio, ci perdonino l’accostamento).
Che dire di Ovaia (nomen omen?) Yossef, leader del partito Shas, per il quale non solo “chi vota Kadima (che in ebraico vuol dire “avanti”, ndr) in realtà va indietro, alla gehenna (l’inferno, ndr)” ma addirittura i palestinesi ed il presidente dell’Autorità Nazionale, Abu Mazen, un ultra-moderato al servizio degli occupanti sionisti, dovrebbero “sparire dalla faccia della terra”?
E poi “folli” ed “estremisti” sarebbero gli ayatollà musulmani…!
E poi l’entità sionista andrebbe sostenuta, appoggiata e difesa perché rappresenterebbe un “faro di Civiltà, di Cultura, di Giustizia e di Progresso” in un’area avvolta nelle tenebre dell’Ignoranza, della Miseria e della Barbarie…!

Luca Ariano