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Una manovra clericale (2)

In un articolo precedente (cfr. UNA MANOVRA CLERICALE), abbiamo visto che la recente manovra finanziaria del Governo si guarda bene dal “colpire” i redditi miliardari (in euro!) del Vaticano. A cui peraltro concede, e comunque non da oggi,  benefici speciali. Verrebbe da definire stupefacenti come il miracolo della Resurrezione, tanto per restare in tema.
Per rinfrescare la memoria dei nostri lettori, ci limitiamo a ricordare il miliardo di euro che la Chiesa cattolica incassa con i proventi dell’8permille. Che vanno, in parte, i coprire gli stipendi della corte vaticana, i tribunali della Sacra Rota, le Congregazioni, gli spot televisivi, ecc.
La rivista Micromega ha calcolato che lo Stato italiano eroga al Vaticano, in prebende varie (8permille, insegnanti di religione, oneri di urbanizzazione, finanziamenti a fondo perduto a parrocchie e associazioni, pagamento risorse idriche dei giardini vaticani, emittenti, media, ecc.), circa due miliardi di euro l’anno!
Da parte sua, il Governo del Chiavaliere, forse per farsi perdonare i numerosi peccati di gola (di denaro) e di sesso (con minorenni), è arrivato a destinare il 5% dei proventi del cosiddetto “scudo fiscale”, tutti di provenienza illecita e pari a circa 130 milioni di euro, alle sole scuole cattoliche. Alla faccia della laicità dello Stato, del rispetto di tutte indistintamente le opinioni, religiose e non, della crisi economica mondiale, dell’obbligo civico di pagare le tasse, di “colpire i ricchi e risparmiare i poveri”, ecc, ecc!
In ogni caso, non è stata soltanto la Chiesa cattolica ad evitare la “stangata” governativa di metà agosto.
Non va dimenticato il Ministero della Difesa, retto dal prodotto di un incrocio fra un rospo ed un pipistrello; non va dimenticata cioé, dopo la Religione, la Guerra.
Mentre infatti con l’ultima manovra finanziaria si fa macelleria sociale e si azzera di fatto il welfare, l’Italia continua ad avere un altissimo bilancio militare, a mantenere in vita il costosissimo programma della costruzione ed acquisizione dei cacciabombardieri F35 (costo: 16 miliardi di euro!) e a spendere per le cosiddette “missioni militari” all’Estero (in realtà, per le aggressioni imperialiste in cui il nostro sfortunato Paese è coinvolto), il cui costo si aggira attorno ai 694 milioni di euro.
Se anziché tassare, ad esempio, le sigarette, il Governo di Superviagra e di bamba-bamba Bossi ritirasse il corpo di invasione dell’Afghanistan, riuscirebbe a far risparmiare alle casse pubbliche almeno 750 milioni di euro.
Senza calcolare il risparmio che si otterrebbe rinunciando a spendere ben 29 miliardi per acquistare oltre trecento fra elicotteri ed aerei militari.
Tutto ciò mentre, per il 2011, il 2012 ed il 2013, è stato azzerato il fondo per la non-autosufficienza, ridotto a 36 milioni quello per le politiche per la famiglia ed azzerato quello per l’infanzia.
Anche in questo caso, occorrono commenti particolari, diversi dal portare una mano aperta alla bocca e soffiarci dentro, non una, ma due volte e più?

Ravachol