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Bugie coloniali

Da oggi, IL BUIO ha una nuova collaboratrice.
Salutandola calorosamente, vi proponiamo qui di seguito  il suo primo contributo.
La Red/Azione

Gli “stupri di massa” che, a detta degli aggressori NATOpatentati e dai loro reggicoda di casa nostra, sarebbero stati commessi dal colonnello Gheddafi e che sono serviti da pretesto sia per giustificare gli attacchi del marcenariato occidentale sia per ottenere l’incriminazione del leader libico davanti alla Corte Penale Internazionale (CPI),non sono mai avvenuti.
Sí, avete letto bene: non sono mai avvenuti!
Questa è la conclusione di un’inchiesta di tre mesi sul campo (a Tripoli e a Bengasi) condotta da Amnesty International.
Che non è riuscita a trovare neppure una prova di presunti “abusi o violenze dei diritti umani”.
“In alcuni casi”, i pretesi “ribelli” di Bengasi avevano dichiarato il falso o manipolato le presunte prove. In tre mesi, non è stato possibile “trovare alcuna prova o una singola vittima di violenze sessuali, o un medico che ne fosse al corrente”.
Anche la responsabile dei Diritti Femminili di Human Rights Wacht, al termine di un’inchiesta sulle accuse di violenze sessuali formulate nei confronti dell’Esercito libico, ha confessato di “non essere stata in grado di trovare alcuna prova”.
E la faccenda, dal vago (?) sapore berlusconiano,  delle pillole di Viagra distribuite da Gheddafi alle sue truppe (una vicenda della stessa credibilitá delle “fosse comuni” o dei “diecimila civili assassinati a Tripoli”)?
La fonte, in questo come negli altri casi, erano i “ribelli di Bengasi”, che erano arrivati al punto di mostrare ai giornalisti stranieri alcune confezioni di Viagra trovati a bordo dei carri armati (?) andati distrutti nel corso dei combattimenti. Sulla base di queste “prove” (scatole di Viagra rinvenute intatte a bordo di carri armati andati completamente a fuoco!”, il procuratore Ocampo aveva accusato Gheddafi di condurre una deliberata strategia diretta a far “violentare chi è contro il Governo”, mentre la signora Hillary Clinton, forse per compensare in qualche modo i propri fallimenti famigliari e confondendo la Casa Bianca con il Paese nordafricano, aveva parlato di “violenze sessuali in Libia”.
Il rapporto di Amnesty combacia peraltro con quello del capo della Commissione di inchiesta dell’ONU sulla “violazione dei diritti umani in Libia”: nelle conclusioni, Bassiouni esprime seri dubbi sulla presunta “politica degli stupri di massa attuata da Gheddafi”, definita “una grande isteria”!
E i famigerati “mercenari” africani utilizzati contro gli “insorti”, a sentire soprattutto l’infame corrispondente “esperto in questioni libiche” di Radio Popolare, un’emittente che contende il primato nella gara dell’informazione-spazzatura sull’aggressione imperialista alla ex-colonia italiana?
Secondo quanto verificato sul campo, i “mercenari africani”, cioè “neri”, al servizio del Colonnello erano figure del tutto “mitiche”, trattandosi di “lavoratori o persone in cerca di lavoro”, divenuti capri espiatori per incanalare la rabbia della popolazione contro i migranti “in un contesto di forti sentimenti razzisti e di xenofobia”. E secondo una tecnica ben conosciuta da leghisti di destra e da neo-leghisti “di sinistra” (alla Penati, per capirci)  di casa nostra, aggiungiamo noi…
Il rapporto della Commissione di inchiesta dell’ONU, al riguardo, ammoniva sulle “possibili violazioni dei diritti umani” commesse sí in Libia, ma dalle forze della “opposizione”. Specialmente verso “la popolazione immigrata residente in Libia”.
E riferiva del caso di un “mercenario” buttato “dalla finestra del tribunale di Bengasi” il 19 febbraio scorso e finito a colpi di machete. E di quello della “esecuzione extragiudiziale di cinque cittadini del Ciad” irrorati di kerosene e poi bruciati vivi.
Per concludere che i “presunti mercenari” venivano indicati e perseguiti come tali “sulla base della loro nazionalitá e del colore della pelle”.
“Gheddafiani”, cioè criminali o sostenitori di noti criminali, anche Amnesty International ed Human Rights Watch…?
La risposta puó essere fornita anche “dalle onde di Radio Popolare, dalla viva voce del “compagno corrispondente” (da Tripoli o, piuttosto, da Bengasi)?

Mara Allegri