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Storie esemplari di canaglie esemplari

Alfredo Reichlin, nato a Barletta nel 1925,  è stato, nell’ordine, partigiano, dirigente del “grande e giusto” Partito Comunista di Gramsci-Togliatti-Longo e Berlinguer, direttore dell’Unità a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, fautore della trasformazione del PCI in PDS prima e in PD poi.
Nonché, come si evince facilmente dalle sue note biografiche, persecutore di rivoluzionari, sbirro fallito e degno rappresentante di una classe operaia che oggi vota a (larga) maggioranza Lega e ama tanto, molto più di quanto non fingesse in passato di amare Stalin, Silvio Berlusconi. Il clone malriuscito di un altro “amatissimo” dalla classe operaia dell’epoca, Benito Mussolini.
Una vita, insomma, quella di Reichlin, dedicata alla “causa del proletariato”.
Una vita di rinunce, di emarginazione, di sacrifici, di (relativa) povertà: come si conviene a chi ha scelto di stare dalla parte degli oppressi e degli sfruttati.
Una vita del genere per sé e per i famigliari. No, qualcuno dice di no?
Lucrezia e Pietro, figli di Alfredo Reichlin e, udite udite!, di Luciana Castellina, un’altra “dirigente proletaria” tutta d’un pezzo (di m….!), sono invece economisti “di sinistra”, anche se, come scrivono i giornali, “strizzano l’occhio sempre più al liberismo ed alle nuove teorie monetarie”.
Pochi giorni fa, Lucrezia Reichlin, figlia di tanta coppia proletaria, è entrata nel Consiglio di amministrazione di UNICREDIT come rappresentante dei soci di minoranza.
E UNICREDIT è una delle banche che affondano le radici nelle privatizzazioni che, negli anni Novanta, furono tanto criticate da Reichlin-padre, all’epoca responsabile economico del PDS, il partito cloaca erede del partito-fogna PCI.
L’altro (ram)pollo, Pietro, da parte sua, ha un curriculum molto meno impegnativo: si è limitato a studiare non a Mosca ma alla Columbia University. Oggi  insegna non a Berlino Est ma alla LUISS.
Una storia esemplare, dunque, quella della famiglia-Reichlin.
Che illustra a sufficienza il grado di corruzione e di infamia del gruppo dirigente di un partito che, nato per difendere gli interessi degli sfruttati, è ingloriosamente morto per salvaguardare i privilegi degli sfruttatori.
E questa lurida gentaglia ha mandato e manda in galera o sottoterra “in nome della classe operaia” generazioni di lavoratori, di comunisti, di rivoluzionari…!

di Laura Ricci