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Il (Contrap)Punto: spiegamelo tu

Per nostra sfortuna non è più l’epoca dei Bernstein e delle Luxemburg. Quando l’incrociar di fioretti non era esercizio intellettuale da fighette ma implicava scelte di campo. Oggi ci tocca leggere di noti analfabeti come il sindaco di Firenze  che – candido, visto che mai ha lavorato in vita sua – si chiede perché tenere in piedi la noiosa tradizione del Primo Maggio.
Lasciamoli perdere. Mentre ci accendiamo una sigaretta (che nuoce gravemente alla salute ma mai come il lavoro viste le statistiche dei morti e dei menomati) siamo incappati in alcune succosissime notizie.
Quel bel soggettone  del presidente del consiglio – uno che ai nostri tempi alle feste sarebbe stato isolato come il solito povero idiota che tentava di passare per simpatico palpando il culo alle compagne di classe e raccontando barzellette sporche, insomma: uno sfigato che non a caso è votato da legioni di sfigati – ci ha spiegato:
a. Che, dopo aver firmato un trattato di non aggressione con la Libia e aver perorato per settimane la causa del “andiamoci piano, noi non bombardiamo nessuno”, siccome il padrone (quello vero, non lui che è al massimo un pizzicagnolo arricchito) gli ha intimato “o con noi o contro di noi”, beh ci tocca tirare i missili
b. Che, dopo che il suo governo per mano del suo superministro dell’economia ha emanato un decreto che tentava di impedire con cavilli tecnici l’acquisizione di Parmalat da parte dell’azienda francese Lactalis, alla fin fine “viva il mercato e chi primo arriva meglio alloggia” (inciso: a noi della nazionalità del padrone frega poco, si badi bene; non ci inventeremo mai, come fecero ai tempi i Cobas dell’Alfa tra Ford e Fiat, una campagna a favore del padrone italiano)
c. Che, visto che gli elettori probabilmente avrebbero bocciato al referendum  l’ennesimo piano nucleare, era più opportuno sospendere il piano per il tempo tecnico necessario ad evitare il referendum (che da uno che brandisce la sovranità popolare come feticcio al pari del reggicalze dell’ultima della sua banda di troie parlamentari e non, è un bel voltafaccia).
Una serie di carinerie che dopotutto – nel loro candore – lo denunciano come bugiardo patentato. Patentato quantomeno come il compagno D’Alema che ai tempi della guerra alla Serbia rispose sprezzante ai giornalisti che gli chiedevano conto del fatto che i Tornado bombardassero quando fino a 24 ore prima aveva spergiurato il contrario: “Che vi credevate? Facciamo parte di un alleanza militare e quindi ne seguiamo le direttive”.
La filza delle panzane non ha mancato di annoverare Frattini – lo scherzo di natura che siccome la musica si era interrotta, rimasto in piedi ha gridato “Va beh, ci capisco poco ma gli Esteri me li piglio io” – il quale ha riproposto l’atto di fede dei bombardamenti “chirurgici” sulla Libia (roba a cui non crede più nessuno, nemmeno un benzinaio del Midwest).
Amenità da caravanserraglio, dirai tu che ci leggi. Ma a noi resta una domanda: perché ci ammorbi con le tue  ditina sollevate chiedendoci conto della nostra posizione di astensionisti militanti? Perché ci rompi i coglioni chiedendoci perché non voteremo Pisapia, non voteremo ai referendum, e via esemplificando?
Perché non ce lo spieghi tu per quale motivo – visto che non conti nulla e qualunque tuo patetico atto di imbrattamento delle schede è privo di qualunque valore visto che sceglierai quale bugia berti – ti ostini a votare?
Lascia perdere. Non spiegarcelo. L’abbiamo capito: si chiama complicità.

Nestore Bigli

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le posizioni del CPU e della redazione web.