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Il (Contrap)Punto: stampelle a sinistra

E’ stato diffuso, nei giorni scorsi, con gran soddisfazione, immaginiamo, di Obama-la puttana e della sua cricca di gangsters filo-sionisti, un Appello a favore della “libertà di espressione” in Iran sottoscritto, fra gli altri, da alcuni noti “intellettuali di sinistra”.
Ed è forse anche (anche, non soprattutto!) per questo che l’iniziativa è stata immediatamente ripresa e rilanciata da testate come Il Manifesto, da sempre in prima fila quando si tratta di fare il gioco degli Usraeliani e dei loro lacché italioti, militanti dei Centri Sociali compresi.
L’Appello “Per la libertà di espressione e la fine della violenza in Iran” arriva in tempo per legittimare anche “da sinistra” tutte le guerre e gli atti di guerra (blocchi ed embargo economici in primis) scatenati e messi in atto contro il regime iraniano, fino alla minaccia di “attacco nucleare preventivo da parte di Israele” evocato, fra gli altri, dallo storico sionista Morris (Cfr. Corriere della Sera del 20 luglio 2008).
Non staremo qui a ricordare gli argomenti che smentiscono puntualmente i firmatari dell’infame documento.
Ci limiteremo a ricordare, a questi “signori”, a quelli de Il Manifesto e agli utili idioti che da sempre li imitano che ben altri appelli sarebbe il caso di sottoscrivere e di diffondere.
Appelli in cui si denuncino i ripetuti attacchi alla “libertà di espressione e di pensiero”, compresa quella degli ubriachi e dei rivoluzionari da osteria, che vengono compiuti in Italia, grazie alla complicità attiva della Sinistra in generale e degli ex-picisti in particolare.
Di Servi (con la S rigorosamente maiuscola!), anche di quelli laureati o famosi, o dei pennivendoli “di successo”, non sentiamo affatto né il bisogno né la necessità.
Almeno noi: e con noi tutti quelli, non importa se pochi o costretti ad una quasi assoluta afonia, non hanno mai creduto, fra l’altro, che Saddam Hussein e gli irakeni fossero in possesso di armi di distruzioni di massa; che Milosevic ed i serbi si fossero resi responsabili di “pulizia etnica”, che la Corea del Nord rappresenti una qualsiasi “minaccia” alla pace mondiale; ecc. ecc.
Per farla breve, che quello in cui viviamo sia “il migliore dei mondi possibile”.

Luca Ariano

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le  posizioni del CPU e della redazione web.