Canale Video


Calendario

Febbraio 2020
L M M G V S D
« Gen    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
242526272829  

Archivio Articoli

La sinistra con l'elmetto

Nella corsa ad indossare la divisa di quelli che si arruolano all’ultimo momento giusto per dimostrare di essere, in fin dei conti, dei “bravi cittadini”, di “amare la democrazia” e dunque di essere meritevoli dell’approvazione “popolare” (in una parola: della “Sinistra” di casa nostra) pensavate di non trovarci l’immarcescibile Pietro Ingrao, uno che sta al Proletariato ed alla Rivoluzione come il Supernano di Arcore sta all’onestà, all’intelligenza ed  alla moralità sia privata che pubblica?
Se così era, sbagliavate, e sbagliavate di grosso.
Figuratevi se, fra gli interventisti guerrafondai “di sinistra”, poteva mancare Lui, l’ex vincitore dei Littoriali duceschi all’epoca del Fascismo, la “mente occulta” del gruppo de Il Manifesto all’epoca dell’entrismo nel PCI, il “padre nobile” del gruppo fattosi quotidiano di Pintor e Rossanda, il “punto di riferimento” della Sinistra radical-chic, il collezionatore ineguagliato di errori politici mastodontici, di scelte opportuniste da far invidia a Clemente Mastella, di tradimenti sconosciuti persino al più infame giuda della Politica italiana (D’Alema? Fassino? Cossutta? Bertinotti?…)!
In un’intervista rilasciata a l’Unità il 30 marzo scorso, Ingrao, tra uno sproloquio e l’altro, non ci risparmia qualche piccolo gioiello di stupidità e di rimasticature di antiche frenesie guerrafondaie contrabbandate per sublimi pillole di saggezza.
Eccovene qualche esempio, tanto per appagare i vostro gusto per l’horror:

- “ Mi chiedi della Libia, no? E ti rispondo: era giusto intervenire, non si può restare indifferenti (vi ricorda niente l’espressione? Che Ingrao peschi nei ricordi della sua gioventù?, ndr). E questo è sempre stato il mio atteggiamento, fin dal 1936, anno della mia presa di coscienza  antifranchista ed antifascista. Perciò non dico ‘no alla guerra sempre’ (semmai l’esatto contrario: sì alla guerra sempre, purché, la guerra, sia quella dei padroni, ndr). Anche se si tratta di vedere, di volta in volta, se sia giusto intervenire oppure no”.

- “Ma se mi chiedi di Gheddafi, posso dirti: è un mascalzone… (tutti gli altri del suo entourage o del suo ex Partito, da Fassino a D’Alema, da Prodi alla banda filosionista de Il Manifesto, evidentemente sono “brave persone”, ndr)”.

Molti di voi lettori concederanno al “compagno” Ingrao l’attenuante dell’età: alcuni, è noto, invecchiando rincoglioniscono.
Le cose, però, nel nostro caso, non stanno affatto così: rincoglionito (e servo dei padroni), Ingrao lo è sempre stato.
Fin da quando, da piccolo, ancora nella culla, scambiava l’Eia Eia Alalà dei suoi genitori per una ninna nanna veracemente italiota…
Comunque, per non lasciarvi con l’impressione che, in fondo, i rincoglioniti di Sinistra hanno comunque tutti una certa età biografica (vedi Dario Fo e Franca Rame), vi ricordiamo l’esempio di alcune componenti dell’”area dei centri sociali”, vale a dire dei figliocci non-riconosciuti e abbandonati per strada come si usava una volta per i frutti di relazioni illeggittime di Daniele Farina e del Leoncavallo.
Convocando presso il Centro Sociale Vittoria di via Friuli angolo via Muratori un’assemblea “contro l’intervento militare imperialista in Libia”, i Nostri rivoluzionari da spinello non si risparmiano, a complemento e completamento dello slogan d’esordio, un osceno “a sostegno delle rivolte arabe contro tutte le dittature!”.
Infatti, a detta loro, “Le rivolte che hanno infiammato tutto il nord Africa e il medioriente (sic!) rappresentano una bellissima notizia per chi si batte contro le dittatura, il capitalismo, l’imperialismo”.
Avrete di sicuro già immaginato che, per noi, le “bellissime notizie” sarebbero altre: ad esempio che tutti costoro decidessero di rinchiudersi in un ospizio, magari autogestito e con assoluta libertà di fumo, con il loro “padre spirituale” Pietro Ingrao, che troverebbe finalmente un uditorio pronto a prendere sul serio le sue scemenze.
Continuerebbero a combinarne delle belle, ma senza fare troppi disastri…

E.C.