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Florilegio della "sinistra" infame

La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, votata con dieci paesi a favore e con l’astensione di Cina, Russia, Brasile e Germania, definisce una posizione chiara e finalmente responsabile della comunità internazionale nei confronti delle diffuse e sistematiche violazioni dei diritti umani, detenzioni arbitrarie, torture ed esecuzioni sommarie, nonché l’uso dell’aviazione e di milizie di mercenari da parte del regime di Gheddafi nei confronti della popolazione e degli insorti”.
Comunicato della Segreteria Nazionale della CGIL del 18 marzo 2011

Non si possono lasciare soli gli eroi del ‘nuovo Risorgimento del mondo arabo’, per usare le parole di Napolitano. Non si possono celebrare i nostri ventenni di centocinquant’anni fa e ignorare i loro ventenni di oggi…Da 66 anni a questa parte non siamo mai stati così vicini dall’essere un paese in guerra”.
Concita De Gregorio, su L’Unità del 19 marzo 2011

Non siamo entrati in guerra, siamo impegnati in un’azione autorizzata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU”.
Giorgio Napolitano, sul Corriere della sera del 21 marzo 2011

“L’intervento in Libia è “necessario e legale (…) Necessario per impedire un massacro dei civilie legale perché avviene in sèguito alle deliberazioni dell’ONU e dell’accordo UE-Lega Araba”.
Pierluigi Bersani, segretario del PD, in un intervento a Rainews del 20 marzo 2011

Non bombardare Tripoli significa – anche – non impedire (=consentire) che Muammar Gheddafi porti a compimento il massacro degli oppositori.”
Dall’editoriale di Luigi Manconi su L’Unità del 22 marzo 2011

Non si può rimanere sordi quando qualcuno ti chiede aiuto.”
Fabio Fazio, in Che tempo che fa di sabato 19 settembre

Se non c’era la Francia che partiva in quarta, c’era una strage e staremmo qui a piangere anche sulle nostre responsabilità. Meglio fermi e sottoterra? Non credo, io sto con l’ONU“.
Dario Fo,in un’intervista a L’Unità del 24 marzo 2011

I pacifisti sono un drappello marginale sparuto di irriducibili”.
Silvio Pons, direttore dell’Istituto Gramsci, su Il Riformista del 24 marzo 2011

…la Libia di Gheddafi non è né una democrazia né uno stato progressista, e il tentativo di rivolta in corso si oppone ad un clan famigliare del quale si augura la caduta…”
Rossana Rossanda, su Il Manifesto

Dobbiamo lavorare per impedire il massacro dei civili in Libia, ma dobbiamo anche evitare che in Libia si replichino copioni tragici, che hanno visto soluzioni militari precipitare in pericolosi e terribili pantani. (…) Dobbiamo impedire che Gheddafi completi la sua macelleria…
Nki Vendola, dichiarazione all’ANSA del 18 marzo 2011

Il sostegno più grande che possiamo dare è quello di una mobilitazione di massa in tutti i paesi, schierandoci senza esitazioni per la cacciata del Colonnello e contro i tentativi imperialisti di mettere le mani sulla Libia: non c’è altra soluzione.
Esigiamo la fine della repressione e degli attacchi delle forze armate di Tripoli! Gheddafi se ne deve andare e il popolo deve decidere liberamente del proprio futuro come in Egitto e in Tunisia. Pieno e incondizionato sostegno al popolo libico in lotta!

Da un volantino di Sinistra Critica distribuito il 20 marzo 2011

Il risorgimento arabo in Tunisia, Egitto, Libia si è levato esattamente CONTRO i regimi dispotici che tutti i governi italiani hanno sostenuto, economicamente e politicamente, facendo con essi i migliori affari. (…) Nella stessa Libia, il ‘democratico’ occidente si è ben guardato dal rifornire di armi il ‘risorgimento libico’, di cui non si fida, privilegiando invece il proprio diretto ingresso in guerra con i propri bombardieri.
Dichiarazione di Marco Ferrando, portavoce nazionale PCL-CRQI

Fin qui un breve, ma significativo, campionario della merce vecchia, adulterata,inquinata, nociva e velenosa (per quelli che la consumano illudendosi di consumare anche in politica “equo e solidale”) che la sedicente Sinistra di casa nostra ha allineato sui banchetti allestiti in questi giorni sulle piazze e nelle vie di un Paese che sprofonda giorno dopo giorno nella tragedia e nel ridicolo.
In realtà, tutta intera la sedicente “Sinistra” – tanto quella istituzionale e “pacifista” quanto quella “culturale” o extraparlamentare, tutte amiche dell’”emarginato”, del “povero”, della “gente”, dell’”extracomunitario”, del “rom”, del “depresso” e del “sofferente”, in una parola di ogni genere di malriuscito – è letteralmente implosa di fronte ad una nuova guerra proclamata, sostenuta e giustificata dai “miti della Sinistra internazionale” (Obama-La Gran Puttana) e dai più modesti ed infinitamente meno armati “miti nazionali”, in primis il Compagno Presidente.
Che non è Fidel, e neppure Chavez.
E’ invece Napolitano, uno che deve aver avuto, in questi giorni di guerra e di retorica militarista, una sorta di rigenerante tuffo nel (proprio) passato. Per lui, per questo vecchio liberale di destra travestito da “comunista” per meglio svolgere il proprio ruolo di infiltrato, la guerra di aggressione alla Libia deve aver funzionato un po’ da Viagra. Deve avergli fatto ricordare, cioè, quello che il giovane universitario Giorgio Napolitano (uno che dunque aveva un’età che non consente più di appellarsi ai “comprensibili errori di gioventù” invocati più o meno legittimamente, ad esempio, per il Dario Fo repubblichino e rastrellatore di partigiani e per il papa tedesco già “guerriero di Hitler”) scriveva sul giornale universitario del GUF di Padova nel luglio del 1941: “L’Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi, dato che il nostro Sicuro Alleato (è) lanciato alla conquista della Russia: vi è dunque la necessità di un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco, allo scopo di far prevalere i valori della Civiltà e dei popoli d’Occidente sulla barbarie dei territori orientali”.
A parte il “compagno presidente”, è stata ed è la Rossanda ( e, con lei, buona parte della redazione de Il Manifesto, un fogliaccio che andrebbe querelato per falso, appropriazione indebita e quant’altro a motivo del sottotitolo di “quotidiano comunista” di cui si fregia abusivamente) la protagonista assoluta di questa sfilata di veline guerrafondaie e finto pacifiste.
Lei, che vanta una carriera politica disseminata di “toppe” da far invidia ad una tarma, di fallimenti che neanche Tanzi si sogna! Ad esempio, fu tra le prime vedettes dei “sinistri” infami di casa nostra a salire sulle barricate anticomuniste dello smantellatore sindacale Lech Walesa, definito dalla Rossanda un “nuovo Lenin!” (!) e, la “rivoluzione anticomunista” del sagrestano polacco “un nuovo 1917” (!!).
Lo stesso giudizio per Gorbacev, la glasnost e la perestrojka…
La stupidità, che è sempre compagna dell’arroganza, della stupida ed arrogante Rossanda avrebbe meritato ben più della breve citazione che le abbiamo riservato: ce lo hanno impedito problemi di spazio.
E ciò perché, in queste ore di “festa nazionale dell’infame di Sinistra” tanti altri stupidi ed arroganti reclamavano la loro partecipazione e quindi pretendevano di essere citati, anche solo di sfuggita.
Ad un concorso che contribuisce a dimostrare quella che, almeno per chi scrive, è un’ovvietà.: che la sedicente Sinistra può essere tale solo e soltanto se è “sinistra” della Destra.
E non perché non ci sia differenza fra “Sinistra” e “Destra”, ma perché c’è una differenza abissale fra “Sinistra e Destra” da una parte e Rivoluzione dall’altra.
I lettori de IL BUIO sanno benissimo da che parte stiamo noi…
Gli altri, gli altri stanno “dalla parte del torto”: dove siedono tutti gli opportunisti che hanno trovato – secondo un’aforisma di Brecht probabilmente apocrifo – i posti dei servi sistemati in prima fila già occupati.
Da quelli arrivati prima di Napolitano, Bersani, Camusso, Vendola, Fo, Fazio, Malabarba, Rossanda, Ferrando…


Luca Ariano