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Ci sbagliavamo: non sono tutti fessi!

L’eccezione che conferma la regola

(ANSA) – ROMA – Vendeva online a 166 euro piu’ Iva biglietti per la messa di beatificazione di Papa Wojtyla, che si é svolta il 1 maggio a Roma, cerimonia che sarà ad accesso libero e gratuito per il pubblico. Un cittadino americano residente a Campagnano (Roma), gia’ conosciuto dall’Ispettorato Vaticano come intermediatore di affari e guida turistica priva di autorizzazione, é stato denunciato dalla polizia postale, a seguito di una denuncia trasmessa dalla Prefettura pontificia.

Che gli americani siano un popolo di beoti è cosa che andiamo ripetendo da anni sulle pagine di questo giornale; per cui, letta questa Ansa, non potevamo che stupirci: uno che si salva esiste! Certo vive in un paese di arraffoni come l’Italia, ci ha fatto l’abitudine, sicuramente avrà visto molti film con Totò, ma l’idea buona l’ha avuta, l’unica cosa negativa è che si sia fatto beccare…
Non possiamo non esprime, comunque, la nostra solidarietà a questo signore: in fondo cosa ha fatto di male? Riflettiamoci un attimo: innanzitutto ha cercato di fregare dei creduloni disposti a pagare dei soldi per assistere, alla faccia della religione, ad un rito del tutto simile a quelli che celebravano gli antichi romani (quindi dei pagani) quando gli imperatori morti venivano deificati dai loro successori e dati in pasto alle credenze del popolo dell’urbe.
Gli acquirenti dei biglietti falsi, dei moderni creduloni, sono talmente abituati a sganciare soldi a santa romana chiesa che non gli è parso per niente strano dover pagare l’obolo per assistere alla messa, del resto la chiesa vende patacche da secoli, per cui la cosa non poteva che risultare assolutamente normale.
In più, aggiungiamo a difesa dell’imbroglione amerikano, che, tra magliette con l’effige del Papa, santini devozionali, ma originali con tanto di certificato pontificio, tra ampolle riempite con l’acqua benedetta dal morto (anche queste veramente, ma veramente originali e miracolose) e crocefissi, ceri e madonne, tutto esentasse, il giro di affari sarà certamente clamoroso. Per cui, ci vien da dire, cosa ha fatto di male questo poveraccio: pretendere una fettina della torta? Se ha davvero commesso un reato grave chiediamo che venga derubricato ad uno del tipo “circonvenzione di incapaci” commesso, peraltro, nei riguardi di poche decine di persone. Del resto, e qui ci permettiamo di dare un suggerimento all’avvocato difensore, lo faceva in buona compagnia: la chiesa commette lo stesso medesimo “reato” su scala planetaria ed i giorni della beatificazione lo ha fatto nei riguardi dei milioni dei fedelissimi buoi che si sono precipitati a Roma.
La Chiesa quindi è correa con il nostro nuovo amico amerikano, quindi: “avvoca’, ma che aspetta a trascinarla sul banco degli imputati?“.

M.R.