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Miscellanea…

l ministro (gasp!) Bondi ha affermato: “Chi ha vinto le elezioni ha il diritto di governare”.
Incontestabile, dal punto di vista liberal-borghese. Peccato però che questo “democratico” principio non valga affatto in Iran, dove il presidente uscente ha vinto le elezioni con il 62,24% dei voti, contro il 34,7% del suo principale avversario, il “moderato” (e servo degli Israeliani) Mousavi.

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Che dire dell’affermazione “Mussolini è il più grande statista del Novecento” fatta il 30 marzo 1994, in un’intervista ad Alberto Statera de La Stampa, dall’attuale presidente della Camera, il camerata-antifascista Gianfranco Fini? Il quale aveva persino aggiunto che, a suo parere, “ci sono fasi in cui la libertà non è fra i valori preminenti”?
A che titolo uno così si rifiuta di ricevere il “dittatore” Gheddafi in visita di Stato a Roma?
***

Lo sanno, i decebrati dei centri sociali veneziani, stretti parenti ed aperti sostenitori-promotori delle iniziative filostatali e reazionarie del Leoncavallo meneghino, che hanno occupato nei giorni scorsi il padiglione iraniano della Biennale d’Arte della città al fine di “esprimere solidarietà al popolo iraniano” e di protestare “contro la repressione in atto in quel Paese” che:

a) nella Repubblica teocratica si può abortire fino al 45° giorno;
b) esiste il divorzio;
c) l’operazione per cambiare sesso è pagata dalla locale mutua;
d) la prostituzione è legale;
e) il numero dei laureati è superiore al nostro;
f) benché portino il velo (e non circolino con le tette al vento giusto per far arrapate preti, frustrati e maniaci sessuali), le donne votano regolarmente e possono accedere a tutte le professioni  senza alcun pregiudizio?
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Mentre in Europa ed in Italia si consumava il periodico rito fraudolento delle elezioni, che interessa moltissimo le cosche mafiose che si spartiscono periodicamente il bottino a disposizione di chi ottiene la maggioranza delle preferenze del popolo-bue, nella lontana Cagua, nella regione di San Martin (Amazzonia peruviana), è passata quasi sotto silenzio e comunque fra il disinteresse generale, fra i molti altri, dei decerebrati dell’Onda romanesca e delle Organizzazioni Umanitarie, in genere particolarmente sensibili se, per fare solo un esempio, in Iran una spia sionista viene impiccata, una strage di almeno duecento indios perpetrata dalla polizia e dall’Esercito dell’ex “compagno” Garcia.
Gli indios si battevano con archi e frecce; i governativi con le armi ultramoderne fornite dai fari della Democrazia e della Libertà. Andrà a finire nello stesso modo se e quando le parti  (e gli armamenti) si invertiranno? In Perù – lo ricordiamo agli smemorati ed ai finti pacifisti  – opera ancora l’organizzazione rivoluzionaria Sendero Luminoso.
E, soprattutto, non si hanno tracce, né notizie del Leoncavallo, dell’Onda romanesca, di Rifondazione comunista e di altra produzione fecale minore…

a cura di Franco Ricci