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Falsi miti

Di recente, è toccato a Loretta Napoleoni, l’autrice del libro “Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale” (edizioni Il Saggiatore, 2008), il compito di sfatare alcuni “miti economici del nostro tempo” (la definizione è sua).
Ve ne segnaliamo alcuni.

1) “Effetti benefici della diffusione della democrazia”.
Dopo la caduta del Muro di Berlino, negli Stati smembrati dell’ex federazione Unione Sovietica, ora “finalmente democrazie” (!), il numero di persone ridotte in schiavitù (sì, avete letto bene: ridotte in schiavitù!) è aumentato!

2) “Non c’è mai stato tanto benessere come ai nostri giorni”.
Proprio la caduta del Muro di Berlino – lo ricordiamo: nel 1989 – ha permesso l’ingresso nel mercato del lavoro di milioni di persone prima “intrappolate” nel “blocco comunista”.
Risultato: accrescimento della domanda di lavoro, riduzione dei salari ed impoverimento della classe media occidentale a tal punto che il reddito pro capite odierno è più basso di quello degli anni Settanta.

Veniamo, per finire con queste brevi note, alla “politica delle illusioni”, pronta ad assecondare i falsi miti dell’economia.
Come fa la politica ad illudere i cittadini e a chiedere il loro sostegno?
In altre parole, come fanno i padroni a ipnotizzare le classi salariate e a trasformarle in ottuse colonne della società capitalistica? Spaventandole, innanzitutto.
Da qui la cosiddetta “lotta al terrorismo” che, darti alla mano, a livello mondiale ha fatto e fa molte meno vittime rispetto, ancora una volta, agli anni Settanta.
Da qui le guerre ai cosiddetti “Stati canaglia” (entità sionista ovviamente esclusa) da parte di quell’economia che Loretta Napoleoni ama definire con lo stesso identico termine (economia canaglia).
Nonché l’aggressione all’Irak, giustificata da una litania di falsi e di menzogne degna dei sermoni preteschi e lunga quanto il verdetto di condanna alla pena capitale per la borghesia imperialista e per i suoi servi, i più imbecilli alla D’Alema compresi.
Se lo riconosce persino una borghesissima economista “di sinistra”…

di  Franca Ricci