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Ieri come oggi

Rubrica periodica oggi a cura di Luca Ariano

“Il Sionismo è un’Impresa Coloniale e quindi ‘cade o sta in piedi’ per mezzo della forza militare: altra etica non c’é.
E’ importante saper parlare l’ebraico, ma purtroppo è più importante saper sparare, altrimenti rinuncio al gioco della colonizzazione.
E ai tediosi rimproveri che il mio punto di vista è anti-etico, rispondo: assolutamente falso.
Fino a quando agli Arabi verrà concesso anche il più minuscolo barlume di speranza di poterci ostacolare, loro non rinunceranno a tale speranza, non in cambio di un ‘piatto di lenticchie’, perché questa gente non è marmaglia, ma un Popolo, un popolo vero, e nessun popolo fa concessioni tanto enormi su questioni tanto vitali, a meno che non ci sia più alcuna speranza, perché noi non avremo chiuso ogni spiraglio nel Muro di Ferro.”

Vladimir Jabotinsky, ebreo russo nato ad Odessa nel 1880 e fondatore dell’apparato militare sionista.
Nel 1923 pubblicò Il muro di ferro, che divenne il principale punto di riferimento per tutti gli ebrei nazionalisti votati all’Impresa Coloniale del Sionismo.
L’obiettivo manifestato nello scritto era: “appropriarsi della maggior quantità possibile di territorio arabo con il minor numero possibile di arabi a viverci”.