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Razzolare male predicando peggio

L’epoca della crisi strutturale e della pandemia almeno su un aspetto è positiva: favorisce la presa d’atto definitiva sull’infamità di molti figuri.
In una società minimamente degna, questi accattoni sarebbero già ampiamente sputtanati solamente leggendone il curriculum ma, purtroppo, non solo circolano liberamente, ma sono addirittura considerati da molti (una valutazione che la dice lunga sul grado di coscienza dei mili-tonti politici attuali) come “non nemici”.
Il meschino di turno è Pier Luigi Bersani da Bettola (PC).
Per onorare fino in fondo il proprio stato di servizio di lacchè dell’imperialismo, Bersani ha di recente dichiarato che qualora mancassero posti negli ospedali bisognerebbe scegliere chi far entrare ed i no-vax sarebbero all’ultimo posto.
Un’affermazione che sancisce, senza possibilità di fraintendimenti, il definitivo salto di qualità della sinistra di questo paese. Perché Bersani sostiene che l’accesso alle cure non debba più essere un servizio universalistico, facendo carta straccia del diritto sancito dall’Articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, uno dei principali e più importanti.
Oltretutto, sia detto di sfuggita, questo diritto è ripreso persino nella (a giudizio del losco e dei suoi accoliti, non certamente nostro) “Costituzione più bella del mondo”, la stessa che i sinistri agitano scompostamente quando si tratta di additare il presunto fascista di turno.
Bersani avalla, in buona sostanza, il principio per cui debba esistere anche un sorta di “merito” per usufruire dei servizi che lo stato garantisce; chi sia destinato a stabilire la conformità di un comportamento ed il numero infinito di casi che potrebbero fare eccezione per respingere un “aspirante paziente” è facilmente intuibile così come le conseguenze che ciò comporterebbe. È un ribaltamento totale di un principio sancito e conquistato in secoli di lotte dure e di rivendicazioni che muta il significato stesso dell’universalità dei Diritti Umani.
C’è anche qualcosa in più: in fondo se parlassimo di gentaglia avvinazzata da osteria, che desse fiato alla bocca per smaltire l’alcol etilico in eccesso, potremmo derubricare la questione a cialtroneria da paese. Ma Bersani, avvinazzato o meno non è dato sapere,  non è il signor nessuno.
Bersani ha percorso tutte le tappe della propria carriera demolendo la cosa pubblica arrivando ad essere ministro (ricordate i famosi “decreti Bersani”?) e non perdendo mai occasione di vantarsi delle liberalizzazioni che aveva favorito.
Ha sostenuto, votandoli, tagli alla sanità pubblica per 37 miliardi in sette anni. Negli ultimi dieci anni il dispensatore di improbabili metafore è stato nella compagine di governo per la maggior parte del tempo ed i risultati sono: la chiusura di 189 ospedali, la mancanza di circa 60.000 unità di personale infermieristico per rispettare il loro rapporto ideale per numero d’abitanti e la diminuzione (seguendo il trend dei decenni precedenti che li aveva tagliati) da 5,9 fino a 3,1 posti letto per mille abitanti.
Bersani è uno spudorato senza nessuna vergogna che si permette di pontificare sulla mancanza di posti ospedalieri dopo aver appoggiato qualunque azione che mirasse al progressivo azzeramento del servizio sanitario nazionale ed a favorire quello privato, oltretutto aumentando le spese per i contribuenti (da 64 fino ai 119 miliardi attuali).
Non ultimo, nei termini della minima coerenze e dignità personale richiesta ad un essere senziente, Bersani è lo stesso squallido individuo che addita il comportamento irresponsabile di alcuni e reclama questa sorta di “meritocrazia sanitaria” quando nel 2014 avrebbe dovuto essere respinto dall’ospedale che lo accolse e gli salvò la vita per lo stesso motivo per cui si erge a presunto “moralizzatore”: da fumatore accanito di sigari aveva inequivocabilmente favorito, col proprio comportamento irresponsabile, la patologia per cui fu ricoverato.
C’è bisogno di fornire ulteriori prove sul livello di infamità raggiunto da questa sinistra italiota che, solo poco tempo fa e per il solo fatto di aver proferito pubblicamente queste indecenze, avrebbe dovuto nascondersi chiedendo di essere scortata in giro dai carabinieri?

Red27