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Il (Contrap)Punto: è colpa dei “no-vax”?!

La sera del 9 novembre 2021 il sottosegretario agli Interni ha anticipato quello che è divenuto ufficiale il giorno dopo: il divieto, nei fatti, della possibilità di manifestare in questo paese.
Sia detto per inciso, il sottosegretario degli interni è tal Carlo Sibilia, un grillino della prima ora, membro di quei 5stelle che molti (non pochi nemmeno “a sinistra”) avevano considerato come una novità nel panorama politico istituzionale.
A dimostrazione, ancora una volta, che la Controrivoluzione ormai è entrata nella pelle non solo dei “sinceri democratici” che ancora si trastullano coi giochetti parlamentari, ma anche di quelli che non riescono ad immaginare di vivere in un mondo diverso da quello attuale, che si dichiarino antagonisti oppure no.
Il sottosegretario grillino, per tornare a bomba, ha tranquillamente confermato che il Ministero ha deciso uno stop alle manifestazioni all’interno dei centri storici e saranno “concessi” (è importante anche il lessico…) solo sit-in statici.
Ovviamente (almeno per chi non si beve la propaganda istituzionale) le restrizioni non riguarderanno solo l’argomento “Green Pass”, ma qualunque protesta e ciò adducendo prima la scusa del rischio contagio e poi quella del danno economico che sarebbe provocato ai commercianti dalle continue proteste ed dalla paralisi delle città ora che si va verso il Natale (sic!).
La “copertura” di tale decisione arriva direttamente dalla più alta carica dello Stato che con le solite parole vuote ed insignificanti, uscendo dal finto torpore che lo contraddistingue, ha legittimato (come in occasione di tutte le restrizioni più odiose degli ultimi mesi) la decisione presa dal Ministero con una dichiarazione tanto perentoria quanto falsa: “Bloccare il Paese non è libertà”.
Chi bloccherebbe il Paese? Qualche migliaio di manifestanti divisi in diverse zone? E, in ogni caso, non sarebbe legittimo tentare di “bloccare il Paese” se si ritenessero in pericolo i più elementari diritti civili?.
Naturalmente per gli stessi difensori dell’ordine e dei “più deboli” (ennesima presa per i fondelli del “finto dormiente” del Quirinale) non è pericoloso, da un punto di vista di vista sanitario, manifestare assembrati in piazza per la vittoria agli Europei di calcio, a favore del DDL Zan oppure in solidarietà alla CGIL, non è un rischio andare al lavoro o a fare shopping (per la gioia di bottegai e pizzicagnoli, quella massa impunita di evasori fiscali che piangono miseria senza ritegno) ammassati in metropolitana o nei treni dei pendolari.
Assisteremo (previsione troppo facile da azzeccare senza bisogno di avere la palla di vetro) alle solite accuse formulate da servi e tonti di regime contro i “no-vax” (che, in realtà sarebbero quelli che manifestano da mesi contro il Green Pass, cioè contro una misura POLITICA e che, dunque, vengono bloccati tramite una decisione POLITICA) che con i loro modi di fare sarebbero gli unici responsabili della situazione.
Molti sono gli stessi (in particolare i “sinistri”, parlamentari o meno) che hanno la responsabilità di aver sempre approvato, o almeno non hanno combattuto, uno stato emergenziale che in questo paese dura ininterrottamente dagli anni Settanta. Un periodo talmente lungo da diventare la normalità di un paese schiavo e colonizzato.
Un emergenza che ha travalicato le generazioni passando dalla scusa del “terrorismo” fino all’attuale “emergenza sanitaria”, tramite leggi ed azioni sempre più restrittive che dall’eccezione sono diventate regola. Perché la responsabilità, per la logica di questi servi mascherati, è sempre attribuita a chi cerca di  cambiare le cose.
Tutto in nome di una presupposta “responsabilità” che, invece, non è altro che la richiesta di cieca obbedienza ai dettami di uno Stato sempre più autoritario nell’eseguire gli interessi dell’imperialismo: insomma un affare da fascisti.
Nemmeno le dittature si dichiaravano tali. Sono le azioni che lo Stato mette in campo, grazie all’emergenza di turno utilizzata come grimaldello, a stabilirne il grado di libertà.
Fino a che grado di sopportazione?

Renato Battaglia
dalla giungla metropolitana

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le posizioni della redazione web