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Scusi, ma lei fuma?

Riceviamo da un nostro lettore e pubblichiamo

Domanda: se il diritto di manifestare viene vietato a seguito delle proteste dei commercianti del centro città o di Corso Buenos Aires a Milano perché lamentano un calo del trenta per cento del fatturato… per estensione questa cosa non potrebbe valere anche in caso di sciopero?
La domanda non è retorica. A pensarci bene, in fondo, il meccanismo tecnicamente è lo stesso: il lavoratore sciopera, l’azienda non produce ergo ne ricava un danno economico.
La logica dell’emergenza che ormai domina questo paese dagli anni Settanta ha prodotto molti mostri e ne produrrà ancora.
Il primo mostro è questo governo di tutti, ma dei soliti interessi, che ha un primo ministro evidentemente allergico a qualsiasi forma di opposizione. Un neo-duce abituato a comandare a bacchetta i suoi dipendenti e che pensa di poter comandare a bacchetta il paese (ma cosa fa, ci licenzia dall’Italia se non siamo d’accordo????)
Il secondo mostro, forse ancora più devastante, è il popolo-bue che in questa logica emergenziale ci sguazza pensando che questo sia il bene assoluto. Che si esalta quando appioppano divieti.

Dovremo fare come a Singapore! – mi dice una signora in metropolitana – Non ti vaccini? bene non hai diritto alle cure gratuite.
Signora, mi scusi, ma lei fuma! Beh, con la stessa logica, dovrebbero farle pagare le cure se non smette e si ammala.
Ah no, mi scusi, ma cosa dice mai! Non è la stessa cosa!
Davvero signora?

Lettera Firmata, Milano 10/11/21