Canale Video


Calendario

Dicembre 2021
L M M G V S D
« Nov    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Archivio Articoli

Dal Web a Il Buio

“Ammettiamo pure, anche solo come semplice ipotesi di scuola, che quanto sta andando in scena intorno al Green Pass sia frutto di un radicalismo di destra che sta conquistando quote non proprio irrilevanti di masse subalterne.
Un movimento che, pur con tutte le tare del caso, possiamo considerare affine alle SA. Tutti sanno che furono proprio le SA a svolgere un ruolo determinante nell’ascesa del nazismo al potere. Gran parte delle SA erano ex operai comunisti, disoccupati e piccola borghesia declassata. Il loro “credo” si sintetizzava in una mitica “rivoluzione del popolo” sicuramente senza costrutto e prospettiva ma tanto bastò per farli battere con non poca determinazione. Furono loro, infatti, che distrussero le scarne forme organizzate di resistenza comunista e socialdemocratica e consegnarono la Germania a Hitler. Certo, dietro a loro, si muovevano altre forze di ben altra natura le quali, non per caso, una volta conquistato il potere si liberarono manu militari di questi imbarazzanti compagni di strada. “La notte dei lunghi coltelli” pose fine alle SA e alla fantasiosa “rivoluzione del popolo”. Queste cose, immagino, siano note a tutti. Quanto andato in scena fu un fulmine a ciel sereno oppure, in ciò, una qualche non secondaria responsabilità deve essere attribuita al movimento operaio comunista e socialdemocratico. Tutto ciò era così inimmaginabile? Nessuno aveva compreso cosa avrebbe comportato il radicalismo di destra di non secondarie masse di subalterni? No. Qualcuno lo aveva compreso e non si trattava proprio di un personaggio di poco conto. Dimitrov era il capo dell’Internazionale Comunista e nel podio del movimento comunista si posizionava al secondo posto a pochi millimetri da Stalin. Dimitrov rimproverò, e non proprio in maniera leggera, ai comunisti tedeschi l’incapacità di interagire con la multiforme realtà che le SA e i gruppi affini rappresentavano in virtù di un atteggiamento snobistico e intellettualizzato. Oggi diremmo radical chic. Dimitrov rimproverò ai comunisti tedeschi il non intervento nelle situazioni di massa o il farlo in maniera intellettualistica. Con non poca ironia, se non ricordo male, fece anche l’esempio in cui, di fronte a una assemblea di disoccupati, l’oratore comunista si dilungò in una dotta esposizione in merito alla caduta tendenziale del saggio medio di profitto. Dimitrov, sulla scia di Lenin e della sua nota asserzione sul carattere spurio e contraddittorio dei movimenti di massa (in fondo il 1905 “nasce” a opera di Gapon), raccomandò e spronò i comunisti tedeschi a stare dentro la contraddizione. Su ciò i quadri comunisti tedeschi fecero per lo più orecchie da mercante con il risultato che quote sempre più ampie della base operaia comunista, che aveva bisogno di azione e non di proclami, transitarono verso le SA o gruppi a queste coevi. Allora, se quanto sta andando in scena, ha qualche attinenza con ciò è più sensato reiterare l’esempio dei comunisti tedeschi o fare proprie le indicazioni di Dimitrov?”

Emilio Quadrelli dal web