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Il (Contrap)Punto: allarmi son fascisti!

Non scomodiamo grandi analisi o roboanti vocaboli.
In un paese che possiede la memoria collettiva di un pesce rosso provo a fissare pochi (e brevi) concetti utili ad inquadrare il momento attuale.
In Italia e in altri paesi d’Europa, in forma più o meno evoluta a seconda di ogni singolo contesto nazionale, è in atto una forma di ribellione spontanea alle restrizioni imposte o minacciate a seguito della gestione della pandemia: se non proprio di massa, comunque malumori abbastanza diffusi.
In definitiva, seppur non cosciente, possiamo definirla una protesta contro i vari tentativi di limitare, quando non eliminare, la possibilità del dissenso.
Tali limitazioni, sia detto ad onor del vero, si sono via via intensificate a partire dai decenni scorsi con le varie “emergenze terrorismo” ignorate (quando non direttamente sostenute) dai più.
Col recente diffondersi di un virus a livello mondiale e delle successive “misure di contenimento” il potere sostiene una pratica che ha come obiettivo abbastanza evidente la trasformazione del tradizionale stato di diritto (borghese) nell’affermazione di nuove disposizioni a livello statale (quando non addirittura internazionale) con atti legislativi e repressivi molto più limitanti per la cittadinanza che possano permettere di gestire in modo più deciso, senza alcuna opposizione, il livello della crisi giunta ormai ad un livello probabilmente irreversibile. Ma il serpente ferito rimane vivo e diventa, anzi, più pericoloso fino al momento in cui gli schiacci la testa.
Quali scopi raggiungerà questo progetto, ammesso che vi riesca,  lo scopriremo. Dipenderà (anche) dalla resistenza che verrà opposta sul campo: sia per quello che riguarda lo scontro inter-imperialista, in cui la perdita di terreno degli Stati Uniti è ormai evidente, sia dal livello della reale opposizione interna dei vari stati.
In Itala, in questo contesto, succede che un manipolo di venti (!) fascisti assalga la sede della CGIL a margine di un corteo di ottantamila persone contro il Green Pass, ma contemporaneamente:
1) Tutta la sinistra ufficiale e buona parte di quella “alternativa” è schierata NEI FATTI dalla parte degli interessi dominanti, cioè del governo Draghi che va a braccetto con la Confindustria. Nessuno, compresa la CGIL, alza un sopracciglio se viene imposto il Green Pass sui luoghi di lavoro, nonostante sia un unicum in Europa e smentendo la (loro) stessa Costituzione che, invece, gli impuniti impugnano in qualunque altra occasione. Non fanno nemmeno finta di trattare con le controparti (quelle che massacrano lavoratori al ritmo di due morti al giorno): vanno a chiedere l’elemosina al Presidente del Consiglio.
2) Il movimento in gran parte auto-organizzato che protesta contro il Green Pass si espone ad ogni strumentalizzazione possibile senza potervi porre alcun rimedio: dalle invenzioni della stampa fino ai gruppuscoli sparuti come i malnati che hanno assaltato la sede sindacale.
3) A proposito degli scontri: il sindacato di Landini ha sempre avuto un servizio d’ordine pronto a reprimere i dissidenti quando venivano “da sinistra”.
Quando arrivano i cattivoni fascisti a devastare la loro sede si affidano alle “forze dell’ordine”: DOPO scendono in piazza cantando “Bella ciao” e chiamando a raccolta quelli che loro chiamano le “forze sane del paese” (Chi? Forza Italia, Lega, FdI, PD, Articolo Uno, Rifondazione…) chiedendo in definitiva solidarietà proprio a tutti… pure ai fascisti!
4) Il dispiegamento di forze (mediatico, s’intende…) sulla vicenda non potrà che produrre un’ulteriore stretta nei confronti del dissenso di qualunque segno sia. Oggi sulla questione del Green Pass e domani su tutto il resto.
Ci sono alcune cose che cambiano, altre no.
L’assalto dei fascisti alla sede della CGIL è il classico di un repertorio che non dovrebbe stupire chi conosce la storia di questo paese.
I fascisti “riconoscibili” esistono esattamente per questo scopo: servono a… servire.
Nessuna legge o sentenza dei tribunali (la solita ricetta ipocrita sventolata a gran voce) risolverà il problema.
Le sedi dei fascisti si possono chiudere solo col fuoco come recitava un vecchio adagio. I fascisti sono l’altra faccia, a volte nascosta, della stessa medaglia che i “sinceri democratici” contribuiscono a lucidare tutti i santi giorni.
Ultima considerazione sempre a proposito dei piagnistei sull’allarme democratico: c’è qualche cosa di più simile al fascismo d’antan dell’attuale parlamento che segue ossequioso e compatto un banchiere collaborando alla realizzazione di tutti i dettami di Confindustria, con l’avallo incondizionato dei sindacati confederali ed, infine, il sigillo della stampa asservita che pontifica Draghi a reti unificate?

Renato Battaglia
dalla giungla metropolitana

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le posizioni della redazione web