Canale Video


Calendario

Settembre 2021
L M M G V S D
« Ago    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Archivio Articoli

Quale contraddizione?

L’ epilogo della “questione afghana” ha sguinzagliato ancor più il servilismo dei mass media occidentali.
La storica disfatta degli Stati Uniti e dei suoi servi-alleati, evidentemente, necessita di una narrazione che addolcisca le inevitabili conseguenze anche se questa volta il lavoro è improbo…
Gli stessi scrivani di regime, che solo fino solo a un paio di settimane fa fantasticavano di un Afghanistan migliore e pacificato, della creazione di un esercito che avrebbe difeso la democrazia impiantata a suon di stragi, sono gli stessi che oggi spulciano tra i (pochi in confronto alla media degli ultimi anni) morti giornalieri per tentare di dimostrare che i talebani sarebbero cattivoni e che, in fondo, l’invasione non era poi così sbagliata.
I fatti, come al solito, hanno la “testa dura”: questa sconfitta, probabilmente, scriverà la parola fine a qualunque ulteriore tentativo di egemonia yankee in Asia.
L’immagine dell’elicottero sull’ambasciata amerikkkana che evacua i diplomatici da Kabul ha chiuso il cerchio con la medesima che tutti gli antimperialisti festeggiano da sempre: quella nel 1975 in Vietnam.
Ricordiamo, per gli smemorati, che i talebani sono un movimento autoctono che non ha mai agito al di fuori dell’Afghanistan e, dunque, nemmeno nelle invenzioni ormai evidenti del governo yankee, hanno MAI rappresentato un pericolo per chicchessia al di fuori del proprio paese.
Le vittime di una guerra civile che dura da 30 anni e che ha aggiunto il carico da novanta dell’invasione ventennale degli occidentali non sono calcolabili così come i danni provocati dai “liberatori a stelle e strisce” e dai loro lacchè.
I talebani (non abbiamo tempo e voglia di ricordarne storia ed origini perché nonostante tutto basta interessarsene e leggere due cose) sono la forza reale che nel paese afgano ha fatto fronte ai decenni di guerra civile e al ventennio di invasione risultando tra gli afgani stessi, cioè tra la popolazione rurale che in definitiva è la stragrande maggioranza del paese, quelli che hanno ricevuto più consenso in base alla propria azione.
Che questo piaccia o meno ai servi degli yankee e (che lo diciamo a fare…) anche ai sinistronzi che cercano immancabilmente di tenere il piede in due scarpe sottolineando il loro orrore nei confronti del movimento talebano e dimenticandosi, spesso, di fare altrettanto con gli invasori, cioè quelli che andrebbero combattuti in primis. E lo fanno per un motivo ben preciso: non hanno chiaro il significato del rapporto tra contraddizioni primarie e contraddizioni secondarie negli avvenimenti e ciò li porta a essere la “copertura a sinistra” dell’ideologia dominante. Nei periodi di massima s’intende… oggi semplicemente per riflesso incondizionato.
L’AVVENIMENTO è che gli yankee hanno perso la più lunga guerra intrapresa nella propria storia e stanno perdendo il dominio politico-militare del pianeta, non che i talebani gestiranno il potere in Afghanistan.
Banalmente, in quanto espressione vincitrice della lotta d’indipendenza, i talebani decideranno come agire e con chi avere rapporti e non in base ai gusti occidentali, ma secondo le proprie strategie ed ai rapporti di forza che hanno instaurato. Esattamente come succede per le forze uscite vincitrici da qualunque situazione analoga.
Il paese, ammesso che riesca a farlo senza pressioni esterne, evolverà coi suoi tempi e secondo le proprie modalità oppure sprofonderà nell’oblio della storia se rimarrà ancorato al governo di fanatici religiosi medioevali. Ma è UNA QUESTIONE DEGLI AFGANI, NON DI ALTRI, almeno fino a che rimangono le condizioni attuali.
In quanto atei e marxisti ci auguriamo, come già avvenuto nel passato, che possano esprimersi e svilupparsi forze che marchino un diverso sviluppo al corso degli avvenimenti dell’Afghanistan. Quelle stesse forze che furono combattute ed osteggiate dai stessi paesi occidentali nel momento in cui fecero il loro tentativo qualche decennio fa.

Red8