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I due (presunti) opposti

Abbiamo già avuto modo più volte di accennare alla presunta neutralità della ricerca scientifica (ad esempio qui o qui), ma oggi ci occupiamo nello specifico del metodo scientifico. E lo facciamo perché molto spesso quello che  viene veicolato e dato per scontato (“la scienza non sbaglia mai”) coincide proprio all’esatto contrario dei metodi che vengono adottati dalla stessa scienza per progredire.
Il metodo principe, infatti, che gli scienziati si sono dati nella storia e che ha permesso di raggiungere risultati tangibili per il benessere ed il progredire dell’umanità è il dubbio.
Il dubbio, che non è corrisponde all’indecisione, non è altro che la messa in discussione dei risultati ottenuti e delle conclusioni delineate, le quali vengono sottoposte, prima di raggiungere lo status di risultato raggiunto, ad implacabili esperimenti e verifiche, cioè critiche nell’accezione letterale del termine: “sottoporre ad esame critico, verificare”.
Se pensiamo all’oggi, in particolar modo alle posizioni veicolate sia dagli scienziati tuttologi che appaiono in TV in merito al virus SARS-CoV-2 che ai negazionisti del vaccino, notiamo che queste due categorie spargono certezze ai quattro venti ed appartengono solo apparentemente a due universi inconciliabili: in realtà hanno una concezione della scienza del tutto simile.
Da una parte abbiamo i no-vax e dall’altra la fanfara propagandistica sostenuta da presunti “esperti” che giustifica in modo a-critico qualunque scelta (che è politica, non scientifica) assunta dai governi ricoprendola con il santino della “scienza” e glorificando il vaccino (o almeno i vaccini occidentali…) come panacea di tutti i mali. Posizioni, quelle di entrambi gli schieramenti, che giungono a conclusioni opposte con lo stesso metodo: l’infusione di una presunta “verità rivelata” che si traduce, per quanto detto prima, in una forma di “pseudo-scienza” al servizio esclusivo di una tesi precostituita e che, dunque, finisce in entrambi i casi per essere qualcosa di molto diverso da ciò che abbiamo imparato a conoscere come il metodo scientifico.
Con un piccolo inciso: se la metodologia è simile, il risultato è diverso e non solo nelle conclusioni.
Da un lato i no-vax (1) finiscono per fungere da specchietto per le allodole, gente che in un mondo razionale sarebbe derisa come gli “scemi del villaggio” insieme a tanti altri creduloni come i terrapiattisti oppure i credenti di ogni religione, dall’altro troviamo una posizione maggioritaria che giustifica i restringimenti delle libertà e la prosecuzione infinita dell’emergenza imponendo la visione dell’interesse dominante che non può essere inteso semplicisticamente come il solo interesse di “Big Pharma”, ma deve essere declinato come un nuovo e più ampio ridisegno del tradizionale stato di diritto borghese. Chi ha osservato con attenzione gli avvenimenti di questi ultimi decenni non potrà che confermare che siamo di fronte ad una precisa direzione intrapresa fin dall’ “emergenza terrorismo” e declinata in tutte quelle successive che si sono alternate e che hanno fatto digerire di volta in volta l’adeguamento in senso restrittivo delle norme.
Oggi la sicurezza viene declinata come “salute”, ma il principio rimane identico.
Ecco perché come militanti non possiamo far finta che le due posizioni si equivalgano pur essendo così simili; ed ecco perché la “contraddizione principale” rimane quella espressa dagli interessi egemoni e non quella di quattro smandrappati che si estingueranno o, più prevedibilmente, andranno ad ingrossare la schiera (magari questa volta nella parte “giusta”) del popolino idiota che esalta le proprie catene.

Red27

(1) Non dovrebbe essere necessario, ma… per no-vax intendiamo coloro i quali sostengono che il virus non esiste con tutte le conseguenti prese di posizione successive. È altrettanto evidente che non ci interessa approfondire tale fenomeno, se non strumentalmente al discorso generale, per il semplice fatto che è una… perdita di tempo.
Non includiamo evidentemente  nei no-vax chi contesta l’utilizzo politico della gestione della pandemia e la logica dello sviluppo e della distribuzione dei vaccini,  per il semplice fatto che parleremmo anche di… noi stessi. È vero che chi contesta le decisioni e l’incongruenza della gestione nell’attuale periodo viene spesso indicato come no-vax, ma questo è un evidente schema preconfezionato dai mass media per ingabbiare la critica. È per questo che, tra l’altro, riteniamo i no-vax degli utili idioti molto più consequenziali al potere di quanto possano immaginare loro stessi.