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Fatti e parole

Durante gli Europei di calcio in corso di svolgimento in vari paesi va di moda l’inginocchiamento dei calciatori per “manifestare solidarietà al Live Black Matters”.
Ci sono state le immancabili polemiche di coloro i quali additavano i calciatori che non si inginocchiavano con l’argomento evidentemente pretestuoso (quello oramai in voga nelle “democrazie moderne” secondo il quale non sei obbligato a farlo, ma se non lo fai…) del razzismo.
Non è argomento di discussione la coscienza politica dei calciatori che, tranne rarissime eccezioni, hanno sempre svolto il ruolo di veline del potere e che sarebbe ridicolo dividere in schieramenti semplicemente per il fatto che la maggior parte… non sa nemmeno quello di cui si parla.
Pretestuosa è la richiesta perché la classe politica dell’Unione Europea, tra i quali spiccano come di consueto i sinistrorsi politically correct di forma e schiavisti nei fatti, rimbrotta i calciatori sulle azioni lecite, ma nei fatti contribuisce tramite la gestione dell’economia e, di conseguenza, dei flussi migratori a creare sacche sempre maggiori di schiavitù sia nei paesi d’origine che in quelli d’arrivo dei disperati disposti a tutto pur di mangiare. Una discriminazione utile al ciclo economico imperialista che viene svolta quotidianamente tramite azioni e legislazioni nella concretezza dei fatti.
Pretestuosa perché il Live Black Matters è un movimento che combatte contro una delle istituzioni dello stato nordamericano, quella polizia che spara all’impazzata e spesso senza motivo ai poveri di colore nei quartieri e nelle provincie più disagiate degli Stati Uniti, ma stranamente non si è registrata nessuna protesta ufficiale nei confronti del governo degli Stati Uniti (come se la polizia, le cosiddette “forze dell’ordine”, fossero un corpo a sé stante ed indipendente) da parte di quegli stessi paesi che pretenderebbero di indicare la retta via.
Pretestuosa perché, essendo i fatti sempre superiori alle parole, rimane la certezza che per risolvere i problemi creati da questa società è naturale considerare che ci voglia ben altro che un gesto sporadico o delle parole mielose per intaccare i rapporti di forza che creano queste ineguaglianze.

Red27