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Il (Contrap)Punto: servitori solidali

“Se non ci  fossero bisognerebbe inventarli!”.
No, non è una mia conclusione, ma probabilmente quello che pensano squali della finanza, politicanti e, in generale, chi foraggia e sostiene questa società.
I soggetti protagonisti di queste conclusioni sono presto detti: “Nessuno si salva da solo”, associazione non profit che propone, questa la notizia apparsa sulla carta stampata, “una patrimoniale” nel nome, affermano loro stessi, dei dettami di Papa Francesco.
I portavoce dell’associazione, una maestra in pensione della CGIL e un docente di fisica e militante dell’Azione Cattolica, hanno presentato la proposta pubblica di una patrimoniale… dal basso.
Sottotitolo riportato dal giornale in questione (Il Fatto Quotidiano, 13 aprile 2021): “Tassare i ricchi? Intanto iniziamo da noi.”
Altro che accusare di pregiudizio quelli che esprimono un giudizio sarcastico e sprezzante nei confronti delle “maestrine dalla penna rossa” catto-comuniste! La realtà supera qualunque fantasia e si trasforma in fantascienza!
Questi malnati superano il più ardente sogno erotico di qualunque padrone: i salariati che si auto-tassano per salvare il sistema che li dissangua! Perché se è chiaro che il discorso di questi inetti parte con finto pudore da loro stessi e dal loro (presunto) impegno solidale, il concetto che esprimono rimane stampato a chiare lettere: chi non muore di fame dovrebbe dare il samaritano “buon  esempio”. E come? Sostituendosi a quelli che rubano e sfruttano e pagando al posto loro. Alla faccia delle ingiustizie e di chi le perpetra e, quindi, alla faccia anche delle giuste rivendicazioni di chi lotta CONTRO questo sistema per cambiare le cose.
Sia detto per inciso: anche dal punto di vista strettamente legalitario, quello dei maestrini sopra citati, i più “fortunati” tra gli sfruttati, quindi i salariati che posseggono al massimo una sola proprietà (cioè la propria abitazione) sono coloro che, anche volendo, non possono evadere le tasse… dunque, per definizione, rappresentano i contribuenti che mantengono tutti i servizi essenziali. La domanda sorge spontanea. Dove finisce l’idiozia e dove iniziano il collaborazionismo e l’infamia in queste proposte indecenti?
Non mi riguarda. Nemmeno nel caso stabilissimo, come probabile, che il motivo di tali sconcezze sono una somma di tutti gli elementi a disposizione.
Banalmente, so che tratterò questi inutili idioti con il disprezzo che si sono sempre meritati in quanto oggettivamente conniventi.

Renato Battaglia
dalla giungla metropolitana

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le posizioni della redazione web