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Per non dimenticare

Chi sono i nostri nemici?

L’aggressione della NATO, con la complicità dell’Italia, contro la Jugoslavia avvenne il 24 Marzo 1999.
Autorizzata dal “compagno” D’Alema, allora primo ministro di un governo di sinistra, ha rappresentato un crimine contro l’umanità.
L’attacco non ha rispettato nessuna delle regole che i trattati internazionali stabiliscono e, per quanto possa valere, è stato fatto senza l’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Si calcola siano state uccise 2.500 persone (ma secondo altre fonti il totale di morti fu di 4.000), con 89 bambini, e più di 12.500 persone ferite.
I pacificatori della Nato effettuarono 2.300 attacchi aerei su 995 strutture in tutto il Paese; furono sganciati 420.000 missili per complessivi 22.000 tonnellate; e ancora, sempre per restare in tema di intervento “umanitario”, 37.000 “bombe a grappolo”, e furono anche usate munizioni, vietate da tutte le convenzioni internazionali, con uranio impoverito. Il danno da contaminazione continuerà a mietere vittime nel corso delle generazioni.
Come candidamente ammise il Generale Arpino, allora comandate dell’esercito: “Il numero delle basi, il personale impegnato nei centri di controllo a terra, il numero degli aerei, quello delle unità della Marina, gli uomini dell’Esercito schierati in Macedonia fanno dell’Italia un paese essenziale: lo sforzo dell’Italia in quest’operazione è secondo solo a quello degli Stati Uniti”.

Anna K.