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Il (Contrap)Punto: scambio di persona?

Quando sento il nome di Mario Draghi, oltre alle sacrosante imprecazioni che potete immaginare, mi si formano nella mente alcune immagini che ho cercato di aggregare nella foto dell’articolo e che riassumo brevemente.
1987: con Andreotti, allora ministro degli Esteri del secondo governo Craxi, Ciampi al tempo presidente della Banca d’Italia e Barber Conable presidente della Banca mondiale.
1992: in qualità di Direttore Generale del Tesoro (nominato sempre da Andreotti l’anno precedente) partecipa al convegno sulle privatizzazioni in Italia, quello che dà il là al definitivo sfascio sociale del paese (tra l’altro da quel periodo iniziano le privatizzazioni della sanità che hanno portato al disastro attuale sulla gestione della pandemia).
1998: con D’Alema presidente del Consiglio, Ciampi (sempre lui) Ministro del Tesoro.
Il tutto prima di intraprendere la carriera di massimo intrallazzone della politica monetaria europea.
Quando Mattarella ha conferito a Draghi l’incarico di Presidente del Consiglio e ho sentito commenti entusiasti pensavo di aver sbagliato persona.
Sarà un altro, mi dicevo, invece ho constatato che è proprio lui.
Una volta stabilito che il soggetto in questione è sempre lo stesso,in realtà  potrebbero bastare i pochi flash delle mia memoria per confutare le fandonie profuse per tirare la volata all’insediamento di Draghi, ma tant’è…
Una delle leggende metropolitane che circola tra i minus habens (mediamente i classici cazzoni desinistra con la memoria di un pesce rosso) è quella di un Draghi convertito ad una ipotetica, quanto impossibile nei fatti, gestione dell’economia e, dunque  delle risorse dello stato, in senso keynesiano con un occhio di riguardo alle fasce deboli.
Il sciur Draghi non ha mancato di “smentire” la bufala appena insediatosi, coi fatti prima che con le parole.
Per chi fosse ancora duro d’orecchie (per gli idioti, ovviamente, non possiamo fare nulla) elenchiamo le prima scelte in tema di consulenze economiche del governo in carica:
- Serena Sileoni che, oltre a scrivere sul rotolo di carta igienica quasi clandestino chiamato Il Foglio, fa parte dell’Istituto Bruno Leoni associazione di stampo ultraliberista che, parole del sito dell’Istituto stesso, “promuove le idee del libero mercato” per meglio “comprendere il ruolo della libertà dell’iniziativa privata”.
- Francesco Giavazzi, della Bocconi, già consulente di Mario Monti nel 2012 sul tema della spendig review della medesima scuola economica.
- Per tacere del gruppo McKinsey come consulente manageriale nella gestione del recovery plan.
I primi atti, invece, decisi dal governo Draghi sono stati quello di attendere la proroga dei fondi per bottegai e pizzicagnoli e vedremo cosa accadrà ai dipendenti dato che ad oggi (a parte generiche promesse) rimane incerta la proroga della nuova cassa integrazione e di alcuni degli aiuti di sostegno al reddito.
Forse, almeno questa volta, la mia memoria non ha fatto cilecca… magra soddisfazione.

Renato Battaglia
dalla giungla metropolitana

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le posizioni della redazione web