Canale Video


Calendario

Aprile 2021
L M M G V S D
« Mar    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Archivio Articoli

Money

I vaccini saranno la cura definitiva?

Sarebbe curioso capire quanti, un bel giorno, si sveglieranno dal torpore prodotto dalla pandemia e illuminati pronunceranno la famosa frase di derivazione fantozziana: ”ma allora mi hanno sempre preso per il culo”.
Questo, ad esempio, a proposito della supposta neutralità della ricerca scientifica e di quanto sia sviluppata al solo fine di portare l’umanità verso la salvezza dalla pandemia di Covid e di quanto, per l’appunto, siano “buone, oneste e disinteressate” le multinazionali del farmaco. Che siano buone e oneste è un’affermazione che naturalmente viene sottintesa in tutte le trasmissioni di divulgazione scientifica e in tutti gli articoli che, in questi giorni di clausura nelle nostre abitazioni, siamo costretti a divorare e ad ascoltare in TV attraverso i numerosi esperti coinvolti.
Una delle cose che ultimamente ci viene propinata è il fatto che, molto probabilmente dato che non esistono certezze, il vaccino attualmente iniettato non sarà sufficiente a debellare la malattia: sarà necessario anche per gli anni a venire vaccinarsi, rivaccinarsi e rivaccinarsi ancora.
Ragioniamo un attimo sulla logica delle case farmaceutiche citando un rapporto che, in questo senso, è illuminante: Goldman Sachs nel 2018 (quindi prima della pandemia) in una pubblicazione  si chiedeva: «La cura dei pazienti è un modello di business sostenibile?».
L’analista nella propria relazione portava come esempio la cura che la Gilead Science (un’azienda statunitense di biofarmaceutica attiva nell’ambito della ricerca, sviluppo e commercializzazione di farmaci) aveva sviluppato per l’Epatite C. Il “problema” fu che tale farmaco ebbe successo con tassi di guarigione superiori al 90%. Il risultato fu che le vendite negli Stati Uniti  raggiunsero nel 2015 i 12,5 miliardi di dollari ma, cosa terribile, queste scesero a soli 4 miliardi di dollari tre anni dopo. L’affare Epatite C si è gradualmente sgonfiato avendo praticamente esaurito il mercato dei pazienti avendoli sostanzialmente curati tutti.
Le malattie infettive, in particolare, per Goldman Sachs rappresentano una sfida per la redditività visto che, in questo caso, curare i malati riduce anche il numero di portatori in grado di trasmettere il virus a nuovi potenziali pazienti e, quindi, potenziali clienti.
Il cancro grazie a Dio, concludeva il rapporto, non pone questo problema (che tradotto, ovviamente, significa che è maledettamente meglio non trovare una cura per questa malattia).

M. R.