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Buone notizie? No, ma almeno vere

La rivista scientifica Nature ha analizzato e bocciato senza indugi la gestione italiana della pandemia.
Al contrario del coro delle voci che a reti unificate strombazzano la panzana che, in fondo, “siamo in buone mani”.
Secondo Nature il tanto esibito Comitato Tecnico-Scientifico, fiore all’occhiello del defunto governo Conte e pure dell’attuale esecutivo prono al banchiere, “agisce in campi in cui non ha competenza: non hanno neanche un virologo“.
La rivista analizza i profili dei componenti del CTS, sottolineando che solo due membri hanno una chiara esperienza in biotecnologia, ma in campi estranei alle malattie infettive, e che manca totalmente di aree di competenza nella diagnostica molecolare, virologia molecolare e screening di alto livello.
Nature evidenzia, inoltre, il mancato “aumento della capacità diagnostica sfruttando il potenziale dei loro centri di ricerca accademica, i documenti secretati per lungo tempo, la mancanza di tamponi nel paese, fino alla confusione su cosa dovessero fare le persone asintomatiche” e imputa queste mancanze proprio al CTS.
Rimarca, infine, che non ci sia nemmeno un membro all’interno del CTS con “esperienza nel campo dell’istruzione, della psicologia infantile o della neuropsichiatria” dato che, sempre parole di Nature, la didattica a distanza avrebbe “un grave impatto sull’apprendimento, sul lato psicologico e personalità“.
Un quadro fosco delle situazione, ma non una sorpresa.
Da un anno siamo alle prese con odiose e dittatoriali restrizioni che, dunque, nel frattempo si sono trasformate da “emergenza” a “normalità”. Oltre a non intravedere una via d’uscita sanitaria, il quadro economico-sociale è drammaticamente peggiorato.
Questa è la prospettiva futura con cui misurarsi. Sempre tutti zitti?

Red27