Canale Video


Calendario

Marzo 2021
L M M G V S D
« Feb    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Archivio Articoli

Il ricordo di Sante

Pubblichiamo il ricordo di Piero Bassi scritto da Sante Notarnicola. La foto di accompagnamento l’abbiamo scelta noi.
La Red/Azione de Il Buio

Carissimo “Biondo”,
ho voluto attendere qualche giorno per salutarti e aggiungere il tuo nome ad un elenco ormai troppo lungo di amici e compagni. Spesso mi trovo a concentrarmi, a ricordare aneddoti. Tu in questo elenco sei particolarissimo, Mario Rossi nel suo saluto ci ha messo tutto. Nulla è sfuggito del tuo carattere; ogni volta che se ne parlava e se ne parla si chiude il dibattito con una risata.
Poi veniva il momento della serietà, degli impegni che anche nelle prigioni ci davamo e in quei casi eravamo seri e attenti e tu esprimevi il meglio ed era una fortuna averti nel camerone della prigione.
In tutti gli anni vissuti nella stretta di una cella, in qualche camerone o nel cortile, mai ti ho visto dubbioso; sei stato sempre disponibile a spiegare le cose più complesse, semplificandole. Ti circondava il rispetto di chiunque ti conosceva anche perché, a richiesta, eri sempre presente.
Per me, e non solo per me, sei stato un compagno prezioso capace di attutire le durezze di quella nostra condizione. Te ne sono grato compagno. E mi ritrovo in questi giorni a parlare di te, anche perché sei stato spesso nell’ombra e solo noi sappiamo quanto sei stato importante nella costruzione di un’alternativa a quella, a questa condizione.
Caro compagno, mi è mancata l’occasione di mandarti, come facevamo sempre, il mio ultimo libretto si poesie; poesie che conosci e che hai spesso apprezzato, ma soprattutto non hai mai criticato e ciò è singolare per uno come te che non risparmiava niente e nessuno. E quindi mi sento più sicuro nel salutarti con questa poesia:

I prigionieri

Una giornata cruda
circoscritta dal movimento
che muove il nevischio
e quelle turbolenze che squassano
fin dal mattino
lasciandoci
la confusione delle ore
e quei ricordi nostri:
quando bambini
avevamo soltanto il sole
e null’altro.
Ma, indistruttibili
avevamo l’impronta del futuro
più vicino al ferro
che alla terra.

Poi scoprimmo l’acciaio
che ci portò a vivere
i grandi silenzi
rotti per lo più
dai passi felpati e ostili
dei guardiani,
nei corridoi delle prigioni
dove con poco cielo
mancava l’orientamento
e mancavano tutti i colori
tranne quel grigio
sporco di anni
vissuti
gomito a gomito
tra fratelli e compagni
dagli occhi e dai cervelli svegli.

Imparammo alla svelta
a fare i prigionieri…

Uscimmo dopo i vent’anni
tutti occhialuti: tardi
per mettere a fuoco l’orizzonte
e, ancora una volta
ciglio asciutto e pedalare…

Sante
Bologna, giovedì 17 dicembre 2020