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Ieri come oggi

Rubrica periodica oggi a cura di Plutarco

“(…) Per capire quale fosse l’indole dell’uomo si dice che, quando era giovane e non si era acquistata rinomanza, se la faceva con mimi e coi buffoni ed insieme ad essi si dava ad ogni sorta di crapula; e quando poi divenne padrone di tutti, adunava in casa sua tra la gente di teatro i più impudenti e corrotti e, bevendo e trincando, gareggiava con loro nel raccontare le storielle più sporche: abitudine non degna della sua età matura e più ancora del suo pubblico ufficio che lo portava a trascurare molti affari dai quali era richiesta premura e ponderazione. Infatti quando banchettava nessuno poteva ardire di parlargli di affari. Di solito era un uomo attivo…ma appena sedeva a tavola, tra i commensali di quella fatta, diventava calmo, piacevole con gli istrioni, i cantanti e i saltimbanchi, facendosi con essi arrendevole e disposto a subire ogni familiarità.
La sua inclinazione ai piaceri amorosi pare contribuisse alle abitudini lascive; perché si lasciava dominare dalla voluttà e non sapeva frenarsi neppure da vecchio.
S., pensando che la rinomanza acquistatasi fosse sufficiente per ottenere anche uffici politici si presentò candidato (…) piegando una parte del popolo con lusinghe e l’altra anche con la corruzione.
(…)
S. non solo udiva con piacere che lo si giudicasse favorito dalla fortuna, ma cooperava ad esagerare la portata delle proprie imprese, per far credere di essere assistito dal favore divino, e le riferiva egli stesso alla fortuna, o per vanagloria o perché si credeva davvero protetto da quella divinità.
(…) Dichiarò la propria impunità per tutti gli atti del suo passato…nel distribuire i beni si comportava da padrone assoluto, come giudice unico del tribunale: ciò che rendeva i suoi doni ben più offensivi delle stesse usurpazioni.
Largiva alle donne belle, agli istrioni e ai liberti più scellerati i beni pubblici e i tributi della città…”.

Plutarco, Vita di Silla, in Le vite parallele dei Greci e dei Romani.