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Scoop clamoroso!Intervista a Donald Trump

Il telefono squilla in Red/Azione verso la mezzanotte di qualche giorno fa. Un assonnato articolista, data l’ora, risponde con una certa preoccupazione e quando sente l’interlocutore parlare in un inglese biascicato rimane di sasso perché ha capito di chi si  tratta. Con prontezza inaspettata raccoglie carta e matita (siamo ancorati alle vecchie abitudini…) per poter render conto, in esclusiva e solo per il nostro sito, delle incredibili dichiarazioni dell’ormai ex-presidente degli Stati Uniti.

R/A: Allora Sig. Trump (o la devo chiamare ancora presidente?) vuole spiegare perché ci sta concedendo questa intervista esclusiva??
The Donald (d’ora in poi TD): Guarda come sono ridotto… un presidente che non nemmeno la possibilità di parlare al mondo. Mi hanno tolto tutti gli account internet… vi sembra normale che possa parlare solo con voi attraverso una cabina telefonica? Per fortuna mi ero annotato su un pezzo di carta il vostro numero che mi aveva passato la Cia (non ricordo perché…). Mi hanno informato che non siete dalla mia parte, ma al tempo stesso so che risultate onesti e non raccontate frottole, cosa curiosa, devo dire, per un sito di informazione…
Mi rivolgo dunque a voi sperando che la mia voce possa arrivare al mondo.
Neanche in Cina trattano così gli oppositori e io non sono un oppositore! Sono tuttora il presidente degli Stati Uniti d’America! Ma sono senza un accesso a internet… questa è censura!! Gravissima censura e nessuno lo fa notare. Maledetti giornalisti…

R/A: Beh, allora ne approfitti: ci spieghi le sue ragioni. Avete assaltato il Campidoglio…
TD: Assalto al Capidoglio dici? Quattro dei miei fedeli montanari assatanati sono entrati in Parlamento e tutti a dire che è un assalto alla democrazia… quando, con approvazione bipartisan, abbiamo appoggiato situazioni simili in Venezuela tutti a dire che difendevamo la democrazia… Lì tutto quello che facevano le opposizioni, tentativi di colpo di stato, bruciare vive persone per strada e chi più ne ha ne metta, andava bene! La democrazia la difendeva il buon Guaidò, tutta la stampa in favore e via di sviolinate! Adesso succede la stessa cosa qua e… la stampa mi attacca, mi danno del fascista… due pesi e due misure!

R/A: I suoi sostenitori insistono su questa cosa delle elezioni taroccate…
TD: Hanno ragione a insistere! Queste elezioni sono un furto!!!!

R/A: Non si arrabbi presidente, ci spieghi, ci spieghi.
TD: Allora questa storia delle elezioni è pazzesca. In primo luogo tutti sanno, anche se nessuno lo dice, che la democrazia in America e quantomeno bizzarra: ci sono due partiti che possono eleggere il presidente e questi sono due comitati elettorali in cui le lobbies le fanno da  padrone. I cittadini che votino o meno, non contano nulla.
Il presidente, secondo te, si farà influenzare più dalla, chennesò, federazione dei costruttori di automobili o conterà di più la voce di un gruppo di straccioni di dubbia origine che mi votano perché ho il ciuffo arancione?
Già questa è una truffa bella e buona alla faccia dei vostri sinistri che parlano di democrazia americana come faro del mondo ed esempio di civiltà, leccaculo maledetti!

R/A: Vabbè, ma questo sistema lei lo ha accettato. Anzi, fa lei fa parte di quella casta, ma qui critica proprio il numero dei voti…
TD: Certo giovanotto che contesto il conteggio dei voti! E non sono il primo a farlo….

R/A: Cosa intende presidente?
TD: Al Gore nel 2000 non contestò lo stesso meccanismo automatico di conteggio dei voti come sto facendo io? Ai tempi, ovviamente, la sinistra del vostro piccolo paese mica stava dalla parte del povero Bush, anzi… tutti a sostenere Al Gore!
Ci sono qua fior di giornalisti che hanno dimostrato come il sistema americano non è un sistema equo. E sono giornalisti che non hanno nulla a che spartire con me.
Vogliamo parlare degli afro-americani (che per me non sono americani, ma questo non scriverlo…)? Hanno presentato migliaia di denunce per contestare gli impedimenti sull’accesso al voto: impossibilità a iscriversi alle liste elettorali, ma non solo. Una volta iscritti la collocazione dei seggi a chilometri di distanza per non invogliarli ad andare alle urne.
La stessa cosa succede coi giovani nei Campus: non è stato proprio Bernie Sanders, quel vecchio babbione comunista, a denunciare la cosa? Gli hanno fregato la candidatura a favore della Clinton la volta scorsa e anche Biden a questo giro ha usato questi mezzucci da repubblica delle banane. Ci sono fior di articoli sulle cose che sostengo di giornalisti di sinistra…

R/A: Lei ha contestato anche il voto per posta…
TD: Certo che sì. In quel cacchio di paese dove vivi sarebbe accettabile che l’elezione di un presidente fosse condizionata da milioni di voti espressi a casa e inviati per posta?
Dico chi le controlla queste votazioni? Come faccio a sapere se sono regolari?
Mi sono fatto mandare a casa le schede di mia nonna, del nonno e ci è mancato poco che non riuscissi a farmi mandare quelle del cane… le ho compilate e mi sono votato… ti sembra un sistema regolare?
Questa cosa ovviamente non la dice nessuno siccome noi siamo l’America. Nessuno dei vassalli osa dire che a casa propria nessuno si sognerebbe di far votare in quel modo.
Poi certo… sono Trump e tutti mi danno contro!

R/A: Presidente lei è un fiume in piena, è furioso.
TD: Ci mancherebbe! Lo sai che Mark Zuckerberg, quello di Facebook, attraverso una propria società benefica ha finanziato con 500 milioni di dollari un’altra società sedicente filantropica, la Center Tech and Civic Life e che quest’ultima ha ottenuto, in tutti gli Stati considerati determinanti per il risultato finale del voto, di poter organizzare direttamente la raccolta e lo spoglio dei voti?
Lui tifa Biden e mi ha oscurato adesso che sto protestando, ma ti rendi conto?

Con un sorriso sornione l’abile editorialista della RedAzione saluta The Donald.
R/A: Presidente guardi noi tifiamo per lei, in fondo ci è simpatico. Ci aspettavo proprio che tirasse in piedi questo casino, ultimo di una lunga serie…
TD: Ti ringrazio, figliolo, ora devo andare, scusami, ma ho finito i gettoni del telefono…

Così si chiude questa inattesa conversazione tra la nostra redazione e il povero Trump di cui rendiamo prontamente conto agli affezionati 25 lettori de Il Buio.


Abbiamo troppa stima dei lettori del nostro sito dunque questa precisazione potrebbe apparire inutile. Ma in questi tempi di spie e delatori dotati in maniera inversamente proporzionale di pelo sullo stomaco e cervello siamo costretti a specificarlo. L’intervista è frutto della nostra fantasia. Non i contenuti che sono facilmente reperibili con un po’ di buona volontà… nel caso qualcuno avesse dubbi sul funzionamento della “democrazia amerikkkana” e sui  fatti esposti.
La Red/Azione