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Favole o realtà?

Siamo entrati nel 2021 con l’ennesima campagna propagandistica del “Lumacone dei Navigli”, al secolo Bepi Sala il sindaco di Milano.
Non sazio di quella demenziale contro il fumo, vietato in ogni dove, Sala questa volta si supera in ingegno probabilmente stimolato dalla corsa alla rielezione.
Tramite mega-cartelli e spazi pubblicitari che hanno invaso la città per la campagna ForestaMI il Comune confeziona la solita mielosa narrazione nell’ardito tentativo di presentare una presunta Milano verde e sostenibile. Ad oggi l’unica promessa  (le promesse elettorali che fine fanno?) è la  piantumazione di 3 milioni di piante entro il… 2030.
Il Lumacone dei Navigli sa che l’aria di Milano è tra le peggiori d’Europa? Il 16 febbraio scorso (cioè al 47° giorno dell’anno…) la città aveva già sforato i 35 giorni annuali di superamento del limite di polveri sottili. Dati di Legambiente collocano Milano in fondo alla lista, non avendo rispettato nemmeno un limite tra Pm10, Pm 2,5 e biossido di azoto nei 5 anni precedenti: è il costo delle attività industriali e agricole, di una mobilità dominata dal trasporto su gomma per interposti interessi e di case costruite, ancor oggi, con un alto impatto ambientale.
Lo sa il Lumacone che cemento ed asfalto hanno sigillano il 58% della città? Sala, notoriamente amico degli imprenditori, attualmente ha in ballo progetti faraonici che incrementeranno questa tendenza come il nuovo stadio di San Siro, ma soprattutto la riqualificazione (leggi possibilità di cementificare con l’avvallo della Giunta) degli ex scali ferroviari tra cui lo scalo di Porta Romana già aggiudicato su cui sorgerà il villaggio olimpico, lo scalo Greco-Breda già assegnato e, soprattutto, lo scalo Farini, 618.000 mq nel cuore di Milano, non ancora aggiudicato. Il “compagno” Sala fa edificare senza posa (questo, di contorno, significa nuovi collegamenti, nuove strade strade, ecc.) e poi risolve con quattro alberelli?
Apriamo una parentesi sulla questione delle abitazioni (la possibilità di rendere accessibile, per chi ne ha il bisogno, un’abitazione): è un problema complesso che non può essere delegato agli speculatori ed ai loro sodali istituzionali. In ogni caso con la quantità di abitazioni sfitte, di palazzi già costruiti e vuoti e con l’edilizia pubblica da riqualificare ce ne sarebbe probabilmente a sufficienza per soddisfare i residenti in difficoltà, oltretutto in una città che negli ultimi dieci anni cresce ben poco (31 dicembre 2010: 1.324.110 abitanti, 31 dicembre 2019: 1.396.059 abitanti).
La realtà è che Sala ed i suoi amici non potranno mai risolvere queste tare che sono un portato del sistema in cui viviamo anche fosse per una semplice questione logica: non si chiede a chi ha contribuito e contribuisce a provocare i danni la ricetta per risolverli.
Aspettiamo gli alberelli (chi scrive non disdegna certo un po’ di verde seppur risicato) se mai arriveranno e speriamo che almeno l’aria possa diventare più respirabile quando Sala leverà le tende da Palazzo Marino.

Red27

NdR: abbiamo ripreso alcuni dati da www.legambiente.it. Per la popolazione ci siamo basati sull’elaborazione dei dati ISTAT di www.tuttitalia.it