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Cha cha cha Chavez

Di Chavez, dicono peste e corna: gli amerikkkani ed i loro servi.
Le stesse cose, non si offenda Chavez per il raffronto indiretto, non le dicevano e non le dicono per Videla, Pinochet, Franco, lo Scià di Persia, Santos, e via elencando un numero interminabili di bestie gradite all’Impero solo perché al soldo dell’Impero.
Su Chavez, io personalmente (ma credo anche una parte dei redattori de Il Buio), nutro più di una riserva, per un insieme di motivi, non ultimo quello che non è mai esistita e non esiste una “via statale alla rivoluzione comunista”, che sarebbe troppo lungo e noioso affrontare qui.
Ciò nonostante, neppure io posso ignorare alcune verità assolutamente elementari, torno a ripetere: per tutti tranne che il Paese-canaglia per eccellenza e per l’affollata schiera dei suoi cortigiani.
Non posso cioè dimenticare che:

- L’attuale crescita economica del Venezuela di Chavez ha avuto inizio quando il governo bolivariano ha assunto il controllo dell’industria petrolifera nazionale all’inizio del 2003. Da allora il prodotto interno lordo (Gross Domestic Product) è quasi raddoppiato, salendo del 94,7% in 5,25 anni (13,5% all’anno).

- La maggior parte di tale crescita è avvenuta nel settore non petrolifero dell’economia, ed il settore privato è cresciuto più velocemente di quello pubblico.

- In questo periodo, il tasso di povertà è stato più che dimezzato: dal 54% nella prima metà del 2003 al 26% alla fine del 2008. La fascia di povertà estrema è stata ridotta anche di più del 72%. Questi dati sono peraltro relativi solamente a reddito in denaro: non tengono cioè conto della crescita negli accessi all’assistenza medica ed all’istruzione.

- Nel corso dell’intero decennio, la percentuale delle famiglie in “stato di povertà” è stata ridotta del 39%, e quella delle famiglie in “stato di estrema povertà” di oltre la metà.

- La spesa sociale reale per persona, regolata sull’inflazione,, nel periodo compreso fra il 1998 ed il 2006, è più che triplicata.
- Dal 1998 al 2006, la mortalità infantile, in Venezuela, è scesa di più di un terzo. Il numero dei medici di pronto soccorso nel settore pubblico, dal 1998 al 2007, è cresciuto di dodici volte, fornendo cure mediche a milioni di cittadini che in precedenza non vi avevano accesso.

- Dagli anni 1999-2000 agli anni 2007-2008, le iscrizioni alle scuole superiori sono più che raddoppiate.

- La disoccupazione, nell’ultimo decennio di governo bolivariano, è scesa dall’11,3% al 7,8%.

- Nel corso del decennio, il numero dei beneficiari della Sicurezza Sociale è più che raddoppiato.

- Nello stesso arco di tempo, il debito pubblico totale è sceso dal 30,7% al 14,3% del prodotto interno lordo. In misura anche maggiore è calato il debito pubblico con l’Estero: dal 25,6% al 9,8%.

- L’inflazione séguita a mantenersi allo stesso livello di dieci anni fa: al 31,4% a fine anno. E’ comunque diminuita nel corso degli ultimi sei mesi.

Fin qui l’eloquenza delle cifre contenute in un rapporto del CEPR (Center for Economic and Policy Research) del febbraio 2009.
Che, in ogni caso, ne siamo assolutamente consapevoli, non convinceranno né i pennivendoli del cortile di casa nostra né chi si ostina a credere che non si possa far meglio di Tremonti, del gigante Brunetta, del colto ed inclito Bondi, dell’esperta (non si può dire in cosa…) Carfagna, insomma di un governo più amerikkkano ed anti-bolivariano persino di quello di Obama e di Wall Street…

Matteo Sepulveda