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Sindaci al petrolio

Torniamo ad occuparci di rom: stavolta lo facciamo per segnalare il caso di una delle famiglie borghesi più note e più potenti: la famiglia Moratti.
Di cui fa parte, anche se come parente “acquisita”, Letizia Moratti, la sindaca meneghina definita da Vittorio Sgarbi “suor Letizia”.
La sindaca, che sente sul collo l’imminente scadenza del mandato, cerca in questi giorni di trovare una conferma alla propria prossima candidatura. E lo fa utilizzando i rom (e le loro possibili case) come strumento elettorale.
I rom, che per suor Letizia, sono solo un insignificante particolare, tornano di frequente nella saga di una delle famiglie più illustri del capitalismo italiota.
Soprattutto grazie al cognato dell’attuale sindaca: a quel Moratti, Massimo di nome ma minimo di prestigio e di coerenza, che deve la propria notorietà al fatto di essere il presidente-padrone dell’Inter.
Il 20 aprile scorso, in occasione dell’incontro di calcio Inter-Barcellona a San Siro, i calciatori della squadra di casa scesero sul terreno di gioco tenendo per mano  dei bambini rom, voluti in questo ruolo dal Massimo-minimo ed accolti con fragorosi applausi dai tifosi nerazzurri, la gran parte dei quali sostenitori della Lega, attivisti dei gruppi neonazisti e convinti ed ostinati razzisti da quartiere popolare.
Proprio la Lega è stata la prima ad esprimere il proprio dissenso, tanto per essere originale.
Dissenso che ha suscitato l’indignazione del presidente, il quale non ha esitato a vantarsi di avere o di aver avuto in squadra tre “zingari” come Stankovic, Ibrahimovic e Mihailovic.
Per non parlare dell’ex Pirlo, uno che comunque non vale la pena di ricordare, considerate le minime capacità intellettuali dell’individuo…
Cognato di suor Letizia (moglie del fratello Gianmarco) Moratti rivendica i rom in campo, siano essi bambinetti accompagnatori o suoi (ricchissimi) dipendenti.
Tutto ciò nonostante l’amministrazione comunale della parente sia impegnata, utilizzando il camerata-vice-sindaco De Corato come testa di ariete (o di un altro organo irriferibile ma piuttosto pregiato ad esempio da Lele Mora e dall’amante Corona), in una forsennata campagna contro le minoranze etniche.
Che vengono difese anche da Milly Bossi, moglie di Massimo, non del Trota-padre, dai banchi dell’opposizione del consiglio comunale dell’ex capitale morale del nostro Paese.
La famiglia Moratti, insomma, sembra non aver mai nulla di cui dover rispondere, nonostante l’impegno da protagonisti in settori politicamente agli antipodi, secondo una logica trasversale resa famosa, in Italia e non solo, dai cattolici.
Da dove deriva questo privilegio?
Soprattutto dai 600 milioni di euro incassati negli ultimi cinque anni, alla media di 120 milioni l’anno solo di dividendi petroliferi della SARAS, azienda “di famiglia” quotata in Borsa ad un prezzo così alto da far scattare un’inchiesta giudiziaria.
Una rendita che, oltretutto, consente all’Inter di perdere 150 milioni di euro e, contemporaneamente, di autoassolversi dopo la morte di tre operai nella raffineria sarda di proprietà della famiglia Moratti grazie anche alla (contraddittoria) politica pro-rom di esponenti “trasversali” del clan.
E’ noto che il Moratti-primotifosodell’Inter ha ereditato dal padre Angelo la SARAS, gruppo che opera nel settore della raffinazione del petrolio, e di cui oggi Moratti-figlio è amministratore delegato.
E’ anche proprietario dell’azienda SARLUX, con sede a Cagliari, la cui attività si concentra nella produzione di energia elettrica proveniente dagli scarti petroliferi che beneficia di copiosi finanziamenti statali grazie al famigerato provvedimento Cip6, per il quale tutti noi, milanisti ed juventini compresi, paghiamo fino al 10% in più in bolletta pensando di contribuire alla diffusione di energia pulita.
Invece, l’80% di quei contributi finisce in impianti come quello di Moratti.
Che, in tal modo, intasca più di tre miliardi di euro l’anno!
Diventa facilmente comprensibile, allora che i conti delle due società della famiglia M. vadano benissimo, e conoscano incrementi di utili del 40-50% negli ultimi tre anni.
Buona parte di questi soldi non vanno comunque a finire ai rom, al Collettivo Politico Universitario o alla redazione de IL BUIO: finiscono nel giocattolino personale del “compagno” Moratti, e cioè nell’Inter.
Squadra per la quale tifano anche compagni che ben poco si distinguono, quanto a coerenza e sagacia, dai tifosi “di sinistra” del Milan del Superviagra nazionale.
A dimostrazione, se ce n’era ancora bisogno, che la religione sarà anche l’oppio dei popoli, ma il calcio, per la sedicente Sinistra, è “meglio” ancora, quanto a sballo, intossicazione e delirio…

Eugenio Colombo