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Venezuela, una risposta

Ricevamo e pubblichiamo lo scritto che un lettore ci ha fatto pervenire dopo l’articolo recentemente apparso sul sito rispetto alla questione venezuelana. Lo ringraziamo e precisiamo che tutti i contributi utili a produrre dibattito sono i benvenuti.
La Red/azione


Breve commento sull’articolo di Pasquinelli sulle elezioni venezuelane.

Innanzitutto alcune precisazioni sugli effetti distorsivi o dis-rappresentativi del sistema elettorale venezuelano. La quota di deputati eletta col maggioritario è del 66 % (110 deputati su un totale di 165) e non del 60.
Inoltre le 87 circoscrizioni elettorali sono disegnate in modo da aumentare il peso rappresentativo degli stati rurali e meno popolati (dove, notano i maligni della opposizione, l’egemonia chavista è maggiore).
La fotografia del paese che ci consegna il voto è all’incirca questa: un terzo che si astiene, un terzo con Chavez ed un terzo contro. Un panorama quindi non del tutto esente da tratti preoccupanti per il governo, e che conferma i limiti del consenso a Chavez anche all’interno di pezzi importanti dei settori popolari.
Ultima nota…
La parte più a sinistra del blocco che appoggia Chavez, si è affrettata a dichiarare che a fronte di questi risultati, dei quali, al contrario del governo, riconosce gli aspetti preoccupanti, l’unica soluzione sta nell’approfondimento e radicalizzazione della rivoluzione bolivariana.
Personalmente credo che, a meno che al di là dei risultati elettorali non cambino i rapporti di forza politici reali dentro il paese, è improbabile che quella radicalizzazione che non è stata messa in atto con un consenso elettorale del governo maggiore e tutto il parlamento controllato dal chavismo (a causa del boicottaggio elettorale messo in atto dalle opposizioni alle precedenti elezioni), avvenga ora dopo i risultati delle elezioni del 26 settembre.
Non a caso alcuni esponenti più moderati del Chavismo come J.V.Rangel, si sono affrettati a commentare il voto in senso opposto a quello della sinistra, sostenendo che ora è arrivato il momento di riunificare il paese, uscire dalla polarizzazione, rilanciare il confronto democratico fra governo ed opposizione.
Teniamo presente che in Venezuela per varare leggi organiche o nominare i giudici del Tribunale Supremo o i rettori del Consiglio Nazionale Elettorale, serve un quorum del due terzi, che ora il chavismo in parlamento non ha più.
Staremo a vedere che accadrà….
In ogni caso anche io come Pasquinelli mi auguro che l’esperimento chavista, la famosa Revolucion Bonita, un processo di cambiamento reale ma nel contempo graduale e non troppo traumatico… abbia successo !!!

Angelo Z