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Vieni avanti, cretino!

Il Cretino di oggi non è tale per ciò che ha dichiarato o per ciò che ha fatto (o che non ha fatto).
Il Cretino che oggi fa in suo ingresso in questa rubrica salutato da pernacchie e sputazzate per il momento solo simboliche è tale per ciò… che non ha detto. Quando invece avrebbe dovuto dirlo.
Di chi parliamo?
Di un calciatore; di uno cioè che guadagna milioni (di euro) solo perché si esibisce in mutande, sputa sul terreno di gioco neanche fosse un lama e tira calci ad un pallone.
Tutte attività che richiedono il livello di intelligenza e di cultura di un animale da circo.
Ma di chi si tratta, insomma?
Di Andrea Pirlo, il “campionissimo” del Milan già in forza all’équipe circense del Brescia prima e dell’Inter poi, uno che vanta l’espressione affascinante di un beota a cui vien chiesto il numero di bottiglioni prosciugati.
Che cosa rimproveriamo a Pirlo?
Di non aver detto pubblicamente di essere un sinti in un momento in cui è stata dichiarata guerra agli zingari; e non soltanto dagli ascari del Superviagra Nazionale o dagli accoliti di Bamba-Bossi, l’unico leader handiccapato (con tutto il rispetto per gli handicappati non leghisti e non fascisti) che la Storia del nostro sfortunatissimo Paese conosca.
Che dire, infatti, del PierLuigi Bersani, l’ex farmacista di Piacenza che guida la riscossa dei picisti pentiti e dei democristiani di sempre intruppati nel circo Barnum autodenominatosi Partito Democratico (cristiano), che dichiara: “Gli zingari sono ladri? Risulta anche a me. Nel mio paese, quando arrivavano, chiudevamo le porte, ma non venivano trattati male”.
O della sindaca di Pavia, Piera Capitelli, che si distinse per gli sgomberi de rom, più che per una buona (ed onesta) amministrazione? O del compagno-sindaco Weltrusconi Uolter, che da primo cittadino della Capitale si segnalò per gli innumerevoli sgomberi illegali? O del sindaco piddino di Sesto San Giovanni, promotore di una cancellata anti-rom in stile sionista con il beneplacito del vicesindaco di… Rifondazione Comunista?
Ma torniamo dal pirla, pardon: dal Pirlo, di cui parlavamo prima.
Pirlo discende da una famiglia di sinti: il padre è, classicamente per l’etnia, un imprenditore che lavora nel ramo del ferro.
Lui, il campionissimo con lo sguardo vispo ed intelligente “alla Calderoli”, non ha mai voluto affrontare il tema dei rom, anche se tanti, a quanto pare, lo hanno sollecitato a prendere posizione.
Alla vigilia degli ultimi Campionatii Europei, sono apparsi appelli per convincerlo a non vestire la maglia azzurra, come protesta contro il censimento dei rom che si stava svolgendo a Milano e che si traduceva, di fatto, in una vera e propria schedatura del tutto illegale.
Per il “famoso calciatore che ha sfiorato il Pallone d’Oro” prendere posizione sul tema avrebbe avuto un senso, piaccia o non piaccia che possano essere personaggi così a condizionare l’opinione pubblica.
E invece? niente di niente: l’indifferenza ed il silenzio più assoluti.
Comprensibili, peraltro, in uno a cui ben si attaglia il brano di uno scritto di Robert Martin , L’altra sponda: … era stato un mago un mago del calcio, uno di quei campioni il cui nome rimane storico. Però, quando si era detto questo, si era detto tutto”.
E, a questo punto, anche noi, del sinti che si vergogna di esserlo e di farlo sapere Andrea Pirlo, abbiamo detto tutto…
Ci resta, prima di chiudere definitivamente, solo da citare un paio di zingari famosi.
Non per spezzare una lancia a favore di un’etnia che non ci riempie di entusiasmo ma che neppure ci procura accessi di fanatismi neo-nazisti e razzisti: più semplicemente, per completezza di informazione e per curiosità.
La più famosa sinti d’Italia è Moira Orfei; ed è anche una dei pochi che non ha esitazioni a parlare pubblicamente delle proprie origini. Risalenti alla romantica storia d’amore fra un monsignore che girava il Montenegro per battezzare i bambini ed una bellissima zingara. Era il 1820: i due, fuggiti in Italia con quattro cagnolini ed un orso, diedero inizio alla gloriosa tradizione del Circo Orfei.
L’altro sinti di fama è un sinti insospettabile.
Alludiamo all’immenso Charles Chaplin, conosciuto dai più anche con il nome di Charlot, il mitico Charlot.
Sono pochi a sapere – ed ora i lettori de IL BUIO si troveranno a far parte della schiera di questi fortunati, anche se non hanno mai visto Il Grande Dittatore o Monsieur Verdoux – il famosissimo attore inglese era figlio di una cantante di cabaret – gitana – e di un attore della stessa etnia.
Tutto questo, Andrea Pirlo, il SuperCretino di oggi, non lo sa.
Perché non gli interessa saperlo; o, molto più probabilmente, perché il suo quoziente di intelligenza non gli consentirebbe di comprenderlo…

Eugenio Colombo