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Carroccio ladrone

“Se qualche giudice vuol coinvolgere la Lega in una storia di tangenti, sappia che noi siamo molto abili con le mani, ma anche con le pallottole. Dalle mie parti una pallottola costa trecento lire e, se un magistrato vuole coinvolgerci, sappia che la sua vita vale trecento lire”.
(dichiarazione di Umberto Bossi del 23 settembre 1993)

Sono forse pochi a ricordare che, nel 1993, nello stesso anno cioè della dichiarazione di Bossi che abbiamo riportato in apertura per amore delle curiosità e degli aneddoti da baraccone celtico, i leghisti erano arrivati al punto di presentare un progetto di legge per abolire le Croma, le BMW, le Mercedes  (che un pennivendolo idiota del TG1 è arrivato a pronunciare “mersedes”, neanche parlasse delle amanti del Capo!) per sostituirle con più popolari Cinquecento, Panda, FiatUno e Reanault4.
“I potenti devono viaggiare in utilitaria” (e perché non andare a piedi, come tutti gli altri, Superviagra escluso, naturalmente: Lui predilige l’elicottero, probabilmente perché intende  tenere sempre aperto una via – aerea – di fuga nel caso la sua situazione giudiziaria dovesse precipitare), era la parola d’ordine dell’epoca.
Per non parlare del “Manuale di resistenza fiscale”, benedetto da Boccalone-Bossi nel 1996 ed illustrato, fra gli altri, dall’attuale Ministro degli Interni (da Kossiga a Maroni: ma come sono caduti in basso anche gli amerikani!), con il quale si invitavano i contribuenti “ad un atto di disobbedienza” e a rivendicare il “diritto naturale” di togliere dalla dichiarazione dei redditi, oltre alle solite voci, come costume degli evasori celtici, “35 mila lire di detrazione per le ingiuste spese delle auto blu”.
Un’offensiva propagandistica durata anni. Contro, fra gli altri, il governo quando al governo c’era il non-rimpianto Dini; contro la regione Emilia-Romagna; contro la provincia di Milano quando alla provincia c’era l’altrettanto non-rimpianto Penati, il leghista del Partito Democratico(cristiano); contro il sindaco attuale di Milano, allorché Matteo Salvini – il “leghista-comunista” – propose di tagliare le auto in dotazione alla Giunta meneghina e a 23 dirigenti comunali: “Facciamoli andare a piedi gli assessori per costruire due villaggi solidali in Africa”, dichiarò in quell’occasione.
Ai “villaggi solidali africani”, però, dovrà forse provvedere il presidente del Consiglio regionale del Friuli, Edouard Ballaman, della Lega Nord.
Il partito che, come abbiamo appena visto, era nato scagliandosi duramente contro l’utilizzo “improprio” delle auto blu.
E’ successo infatti che il celtico, rustico e grezzo Ballaman  (nomen omen) sia stato accusato dalla Corte dei Conti di aver fatto un uso a dir poco discutibile delle auto-blu.
Di esserne servito, cioè, per andare a prendere i parenti della moglie all’aeroporto; per assistere alla fondamentale partita di calcio Padania-Tibet; per non mancare al pranzo dei suoceri; per “rogitare” dal notaio un appartamento al mare; per trascorrere con la fidanzata una serata al ristorante; per presenziare alla prima del “capolavoro” cinematografico di Renzo Martinelli “Barbarossa”; e via sprecando, nella miglior tradizione di Roma Ladrona, soldi, personale e mezzi pubblici.
Un particolare spicca, in un lungo elenco di abusi e di malefatte: due trasferimenti alla Malpensa.
Il primo,  per “partenza viaggio di nozze”, il secondo, per… “rientro viaggio di nozze”.
Esattamente lo stesso privilegio che si era permesso il sindaco di Messina che proprio per quel viaggio era stato non soltanto messo sotto accusa ma addirittura dichiarato decaduto.
Com’è giusto avvenga per i soliti “terroni” rappresentanti della Casta che da decenni contende a Dracula e all’AVIS il primato del prelievo del sangue del contribuente…
Il fatto che, questa volta, sotto accusa sia un Leghista-celodurista (di cervello) non stupisce affatto.
Ci dobbiamo infatti rassegnare all’idea che, a derubare e saccheggiare l’Italia, non sono più (soltanto) le multinazionali, gli amerikani, i padroni ed il loro personale di servizio.
Ultimi in ordine di tempo, si sono ora aggiunti i più pezzenti dei pezzenti: i rappresentanti dei salumai, dei magùt, dei pensionati rincoglioniti da una vita di lavoro da bestie e da crumiri, dei cattolici praticanti, dei montanari, dei bergamini, del sottoproletariato che con la mano alzata protesta per i torti subiti, mentre con quella abbassata rovista nel bottino alla ricerca di un “beneficio”, anche piccolo, per sé…

Anonimo Padano