Canale Video


Calendario

Maggio 2022
L M M G V S D
« Apr    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Archivio Articoli

Compagni di merende

E’ della fine di agosto la decisione (all’unanimità) della Corte europea dei diritti umani secondo la quale Mario Placanica, lo sbirro che assassinò, il 20 luglio del 2001, a Genova, Carlo Giuliani, “agì per legittima difesa”.
Per la Corte, il carabiniere-pistolero “si era dovuto confrontare con un gruppo di manifestanti che stavano realizzando un violento attacco contro il veicolo nel quale si trovava”.
E ciò nonostante, “lo stesso aveva lanciato avvertimenti… e teneva la sua arma in modo che fosse chiaramente visibile sparando solo quando l’attacco è continuato”.
La Corte ha anche convenuto con il giudice istruttore che l’uso della forza letale non ha superato i limiti di ciò che era assolutamente necessario.
Quindi “non c’è stato nessun uso sproporzionato della forza e nessuna violazione dell’art. 2”.
Fin qui il burocratese della sentenza relativa ad un episodio che abbiamo avuto, all’epoca e successivamente, più di un’occasione per giudicare.
Quest’ultima tappa di un percorso suicida ed infame, della corsa guidata da un pugno di incapaci, di venduti e di luridi pseudo-rappresentanti dell’ ”antagonismo sociale” verso la catastrofe politica, in fondo non fa che aggravare la diagnosi di demenza di un Movimento incapace non solo di scegliere i propri dirigenti, ma anche di valutare in anticipo condizioni, limiti, rischi e sbocchi necessari delle proprie iniziative.
Un Movimento che, per tutte queste ragioni e per altre ancora, doveva dissolversi, e si è in effetti necessariamente dissolto. Lasciando dietro di sé soltanto macerie, cadaveri, desolazioni, zombi infami….
Fra questi ultimi, uno, come dire?, “inaspettato”: il camerata-compagno Gianfranco Fini, l’erede del sub-comandante Fausto alla direzione della Camera che provoca l’orgasmo alle “teste pensanti” in gonnella de Il Manifesto e che manda letteralmente in visibilio il “popolo di sinistra”. Ossia l’altra metà del popolo-bue che votava e vota  “per Gesù”.
Alla festa del PD tenutasi quando agosto già agonizzava, il compagno-camerata non ha esitato a dichiarare che, “a proposito di G8, come italiano sono soddisfatto che la Corte europea abbia detto in maniera inequivocabile che Placanica ha agito per legittima difesa”.
E’ stato accolto da bordate di insulti e di fischi?
È stato cacciato dalla festa?
E’ stato bersagliato dal lancio di oggetti contundenti?
Macché, niente di tutto questo: tutt’altro!
Questo schifoso infame fascista che, il giorno dell’assassinio di Giuliani, si trovava nella sala operativa della Questura di Genova a pianificare la repressione e l’omicidio; questo fascio convertito che si è presentato nella sinagoga di Gerusalemme ad onorare gli ebrei massacrati dai suoi predecessori, maestri ed ispiratori nazi-fascisti; questo mazziere mancato disponibile per ogni provocazione anti-comunista, ha meritato gli applausi scroscianti e convinti del “popolo di sinistra” che sedeva in platea dopo le fatiche di intere giornate trascorse in spiaggia a leggere L’Unità e La Repubblica e a disapprovare i costumi morali di Superviagra Berlusconi.
Chi è più infame: il camerata-compagno Fini o il “popolo di sinistra” dei suoi inimmaginabili (?) sostenitori?
Ah, dimenticavamo un ultimo aneddoto, sempre relativo alla serata festaiola fra compagni di merende.
Narra la cronaca della serata di un tizio che, dopo anni passati a friggere piadine e salamelle nei vari Festival dell’Unità, mostra al presidente della Camera la sua carta di identità e gli dice: “ora non mi imbarazza più portare questo cognome”.
E dell’interessato che, con il solito ghigno da porco nazi-fascista, gli risponde: “hai visto il numero? Inizia con AN: vuol dire che abbiamo qualcos’altro in comune…”.
Per questa sola volta concordiamo: sì, la merda, tanta merda, tutta la merda che un giorno vi sommergerà fino a soffocarvi!

Eugenio Colombo