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Piccoli particolari

Non si sono ancora del tutto spenti gli echi e le polemiche riguardo alle elezioni presidenziali statunitensi che ha visto convolti, anche in questo sfortunato paese, i (numerosi) tifosi di  Joe Biden contro quelli di Donald Trump. Il dibattito tra tifoserie non poteva che tramutarsi in una caciara rissaiola priva di contenuti.
Proviamo a dare un punto di vista diverso partendo da lontano e comparando alcuni dati.
* Dal 1996 al 2017 gli Stati Uniti hanno speso 10.700 miliardi di dollari in armamenti (media 3.8 % del PIL nazionale).
* Nel 2017  il rapporto tra la spesa per gli armementi (634 milid di dollari) e spesa per l’istruzione (78 miliardi di dollari) é di circa 8 a 1.
* Fino ad allora il presidente che deteneva la palma di “guerrafondaio” dell’ultimo ventennio è stato (Ça va sans dire) il Premio Nobel per la Pace, Barack Obama. Sotto di lui, le spese militari hanno sfiorato i 6.000 miliardi di dollari, attestandosi alla media 4,2% del pil. Anche il predecessore George W. Bush, che non è passato alla storia come un pacifista, ha speso nella media dell ventennio e in perfetta linea con il secondo mandato di Bill Clinton, ovvero il 3,8% del pil. (1)
* L’ultimo dato aggiornato sulle spese militari (2019) chiarisce che la spesa è in netto rialzo (732 miliardi di dollari) e rappresenta il 38% della spesa globale nel comprato militare. (2)
Non vi è chiaro il passaggio?
A prescindere da chi diventerà il presidente gli Stati Uniti rimarranno lo stato guerrafondaio per eccellenza, uno stato che rappresenta un pericolo quotidiano per l’umanità.

Renato Battaglia

(1) Cfr www.investireoggi.it
(2) Cfr www.startingfinance.com