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Addavenì l'autunno

Erano stati in tanti, e non solo fra gli inguaribili incapaci della Sinistra imperialista niente Sinistra e tutta Destra a profetizzare, con l’arrivo dell’autunno, un rifiorire delle lotte, delle manifestazioni e delle mobilitazioni contro l’uso reazionario dei provvedimenti governativi anti-coronavirus e sullo sfondo di un ulteriore aggravamento della crisi catastrofica del capitalismo.
Nel coro “pessimista” (ovviamente per Lor Signori), non sono naturalmente mancate le voci dei media borghesi, preoccupati di una prevedibile ripresa della lotta di classe o comunque di un improvviso ma giustificato aggravamento della situazione dell’ordine pubblico.
Scriveva, ad esempio, Il Giornale berlusconiano: “Conte teme la rivolta sociale” (29.3), “Ora è allarme disordini sociali: ‘Rivolte senza precedenti’” (22.5), replicato dal la stessa Repubblica: “Col cuore in gola aspettiamo settembre !” (Francesco Merlo, 19.6), “Prepariamoci a settimane incandescenti e non per ragioni atmosferiche” (Stefano Folli, 21.8)
Da parte sua, La Verità sentenziava: “Meridione affamato: tira aria di rivolta. A Benevento una donna minaccia Mastella. A Palermo tentata razzia in un supermarket” (29.3), “La tensione cresce, Giuseppi esita: è la ricetta per una stagione violenta” (29.8).
Il Messaggero, poi, arriva a citare i “dossier dell’intelligence”: “Volantini invitano alla rivolta e al saccheggio” (1.4).
E il Corrierone: “Timore di disordini ‘per il pane’. Sul web i messaggi per innescarli” (29.3).
Quanto a La Stampa, tutto era già una realtà: “Supermercati, frutta e verdura scarseggiano. Punti vendita presi d’assalto. A ruba anche uova, farina e lievito” (30.3).
Nell’elenco delle previsioni catastrofiste non può mancare la Maglie (“Preoccupazione per l’autunno? No, terrore”.); e neppure il noto (?) Minzolini, che, da parte sua, oracolava: “Conte sarà cacciato coi forconi” (20.5).
Qui ci fermiamo per lasciare lo spazio a una breve considerazione.
L’autunno è arrivato, Conte ed il suo governo di inetti e di golpisti non è stato cacciato ed il popolino-bue non è sceso in piazza a manifestare.
Parafrasando il ritornello di una canzone di successo e non solo perché d’altri tempi, che cosa vuoi di più, compagno, per capire che il popolo non ha smesso di dormire e che, se mi si sveglierà, lo farà… per andare in massa allo stadio?

Luca Ariano&Dora Tosta