Canale Video


Calendario

Ottobre 2020
L M M G V S D
« Set    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Archivio Articoli

Repressioni sioniste

Le immagini degli scontri e delle violenze poliziesche negli USA  a danno dei neri, ma non solo dei neri, non sono granché diverse da  quelle che provengono quotidianamente dall’entità sionista, in particolar modo da Gerusalemme, dalla West Bank, da Gaza e dal Golan, dove le forze di polizia e dell’Esercito sionisti cercano di “contenere” (una definizione del tutto eufemistica in luogo di reprimere duramente) le proteste del popolo palestinese contro le forze di occupazione.
Anche qui, come nella Gringolandia di Trump ed accoliti, corpi schiacciati sotto gli scarponi, “armi non letali di dissuasione”, tutte mimetiche e via elencando strumenti di una guerra civile che, di differente da quella tradizionale, ha fino ad oggi solo il numero dei morti.
In entrambi i casi, siamo in presenza  di tecniche d’intervento apprese negli stessi centri di “formazione” dagli stessi “addestratori”: le scuole di polizia e delle forze armate dell’entità sionista e le innumerevoli agenzie-aziende private sorte ovunque con investimenti e personale-veterano provenienti dal complesso militare-industriale.
Secondo Amnesty International, “la polizia nazionale, i militari e i servizi d’intelligence israeliani hanno addestrato la Polizia di Baltimora al controllo della folla, all’uso della forza e alla sorveglianza”. “Gli ufficiali e gli agenti di polizia di Baltimora, insieme a centinaia di altri provenienti dalla Florida, dal New Jersey, dalla Pennsylvania, dalla California, dal Connecticut, da New York, dal Massachusetts, dal North Carolina, dalla Georgia, dallo Stato di Washington così come la polizia della capitale, si sono recati in Israele per attività addestrative.”
In realtà, migliaia di altri poliziotti sono stati addestrati da ufficiali dell’entità sionista negli Stati Uniti.
La cooperazione poliziesca con l’entità sionista per l’addestramento alla “gestione dell’ordine pubblico” di unità d’élite e di polizia non si limita comunque agli USA di Trump, ma interessa anche numerosi Paesi latinoamericani fra i quali il Cile, il Brasile e, poteva mancare?, la Colombia. E l’Italia del governo giallo-rosa pallido che più pallido non si può?
L’Italia è  uno storico partner politico-strategico dell’entità sionista, basta ricordare i mini-droni e le sofisticate tecnologie di videosorveglianza, di intelligence ed informatiche, tutti strumenti di repressione e di lotta al dissenso sciale prodotti nei distretti industriali e accademici sionisti. (1)
Per chi non lo sapesse, fra Italia e Stato sionista esiste un Accordo in materia di pubblica sicurezza, sottoscritto a Roma il 2 dicembre 2013 e ratificato dalle Camere con voto bipartisan il 19 maggio 2017; che copre un ampio spettro di attività di interscambio e di collaborazione tra le forze di polizia dei due Stati.  L’accordo dovrebbe riguardare anche la lotta alla criminalità,  nonostante il capo del governo Netanyahu sia sospettato anche in Francia di attività della mafia israeliana.
Tutte ragioni, quelle chi abbiamo fin qui sommariamente elencato, che rafforzano e giustificano, se mai ce ne fosse stato bisogno, la lotta a fianco del popolo palestinese, oltre che, naturalmente, della parte più avanzata di quello nordamericano, finalmente in piazza contro un regime criminale perché imperialista.

(1) Sull’argomento suggeriamo la lettura, fra le altre dell’articolo di S. Zecchinelli su www.linterferenza.info dell’8 giugno 2020.

Luca Ariano&Dora Tosta