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La coerenza dei 'vespasiani'

Sono trascorsi solo pochi anni da quando il “pirletta” Savini, uno che è convinto di essere un “piccolo Cesare” pur restando un “grande Vespasiano (inteso come luogo di decenza adibito alla raccolta degli escrementi umani, insomma come latrina, ndr)”, dalle dichiarazioni che qui sotto riportiamo:
“Il tricolore non mi rappresenta, non la sento come la mia bandiera” (dichiarazione a Radio24 capogruppo consiliare della Lega Nord a Palazzo Marino ed eurodeputato del 23 ottobre 2011)
“A casa mia ho solo la bandiera della Lombardia e quella di Milano. (…) “Il tricolore è solo la Nazionale di calcio, per cui non tifo. Mi rappresenta quando diventeremo un Paese normale con meno sprechi e ruberie al Sud” (ibidem).
Dichiarazioni rese nel solco della tradizione tracciata dal ladro pregiudicato Umberto Bossi, leader e fondatore della Lega Nord, condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per vilipendio alla bandiera italiana per due frasi dichiarate pubblicamente nel 1997: “Il tricolore lo uso per pulirmi il culo” e “il tricolore lo metta al cesso, signora”.
Passano gli anni e la coerenza, come sempre quando si tratta di scarti della Politica e di feccia della Società, scricchiola a tal punto da provocare un autentico crollo.
Ecco allora che Matteo Rimbambit Salvini, da “nordico” diventa pornografico e non si vergogna affatto, il tricolore sotto forma di mascherina, lo esibisce sulla propria faccia (cfr. l’immagine d’apertura). Pardon: sul proprio culo.
Perché lui e quelli come lui hanno notoriamente e da sempre la faccia come il culo.

Red4