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Serbi, non servi

La notizia è stata sostanzialmente ignorata dai media di regime e dai giornaloni, e vi basterà leggerla per comprenderne le ragioni. Una delle quali è che, in un mondo di servi e di leccaculo, è difficile riconoscere che c’è anche chi non soffre delle stesse tare.
Alla fine di maggio, il ministro della difesa serbo Aleksandar Vulin ha confermato pubblicamente che il suo Paese non intende aderire alla NATO, a differenza di quello che ha fatto gran parte degli ex-“stati socialisti” già aderenti al Patto di Varsavia.
“Finché sarà Aleksandar Vucic a guidare il Paese, e finché sarò io il ministro della difesa, la Serbia non sarà membro della NATO né aderirà ad altre alleanze militari”, queste le parole e l’impegno del leader del Movimento dei socialisti (in serbo: “Pokret Socijalista”), una forza politica patriottica di ispirazione marxista che fa parte della coalizione di governo.
Parlando a una manifestazione, il Ministro della Difesa ha condannato i bombardamenti condotti dall’Alleanza atlantica nella primavera 1999 sulla Serbia nel corso dell’aggressione imperialista scatenata dai cani più bavosi degli USA per favorire i piani separatisti in Kosovo dei Paesi dell’Occidente Usraeliano.
La Serbia, ha aggiunto Vulin, ”non cesserà mai di cercare le responsabilità, non dimenticherà mai né gli assassini né le loro vittime”
Se siete arrivati fino a questo punto, avrete di sicuro compreso perché la notizia è stata avvolta nel silenzio più completo. Per nostra e per vostra fortuna, c’è ancora chi non dimentica, non vuole dimenticare i crimini commessi in nome e per conto della Libertà e della Democrazia da chi ne ha sempre ignorato e sempre ne ignorerà il significato.

Red7