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Di coglioni e di squadristi

Il peggio sionista
Chef Rubio su Enrico Mentana

Sappiamo dalla Storia che quando, il 16 novembre 1922,  il cav. Benito Mussolini, incaricato da  “sciaboletta” Vittorio Emanuele III di formare il nuovo Governo (a dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la Democrazia borghese è la forma che la Dittatura assume in determinati svolti storici)  pronunciò il “discorso del bivacco”, non esitò a dichiarare: “Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti.
Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”.
Passano gli anni e si arriva al 21 maggio scorso, quando in un intervento alla Camera, il deputato del Movimento 5 stelle Riccardo Ricciardi critica la gestione dell’emergenza coronavirus della Regione Lombardia, accusando anche le amministrazioni del passato.
Secondo Ricciardi, in particolare, l’ex presidente della Regione Roberto Formigoni – da luglio 2019 agli arresti domiciliari – ha tagliato, mentre era a capo della coalizione regionale di centrodestra, “in poco più di 20 anni 25 mila posti letto pubblici negli ospedali”.
Apriti cielo: l’intervento del deputato del M5s ha subito provocato in Aula le critiche dei deputati di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.  I più scatenati: i neo-fascisti e ritardati mentali della Lega della mezza-pippa (giudizio di De Luca, presidente della regione Campania!) e madonnaro Matteo Salvini! Che non esitano, sulle orme del loro predecessore storico, a trasformare, a base di insulti, minacce ed aggressioni fisiche al malcapitato Ricciardi, l’aula della Camera in un vero e proprio “bivacco”.
Pensate che qualcuno si sia indignato o abbia proposto di cacciare dall’Aula le bestie leghiste ed i loro camerati? Che gli “intellettuali di regime”, in particolar modo quelli filo-sionisti, ebrei compresi (benchè sia del tutto falsa l’equazione ebraismo, che è una religione, uguale sionismo, che è un movimento politico colonialista) abbiano colto l’occasione per denunciare l’ennesimo iniziativa neo-fascista ed anti-democratica?
Be’, vi sbagliate. Prendete Enrico Mentana, il prezzemolino prima della RAI, poi di Mediaset ed oggi di La7. Su Facebook ha scritto: “A nome di tanti che non voterebbero mai Lega, né hanno mai votato per Berlusconi o Formigoni, vorrei dire all’onorevole Ricciardi che mai avevo ascoltato in un’aula parlamentare un intervento così squallido e vergognoso, che per colpire i suoi avversari identifica una regione martire con chi la amministra e bolla entrambi, arbitrariamente e con aperta soddisfazione, per il numero di morti. Se non fosse un eletto le direi che è un coglione, ma temo di essere querelato, dagli incolpevoli testicoli”.
Avete capito? Il pentastellato Ricciardi, vittima di un’aggressione squadrista, una di quelle che dovrebbero giustamente far inorridire e gridare allo scandalo l’ebreo Mentana, è “un coglione”!
Lui, Ricciardi, che è stato aggredito anche fisicamente per aver sostenuto che la strage in Lombardia all’epoca del Covid19 non può essere considerata una “tragica fatalità”! Non solo la Destra, ma tutto il palazzo politico mediatico ha invece mostrato la sua indignazione per quella che è stata definita un’offesa ai morti e alla Regione che li piange. Quando, in realtà, l’offesa ai morti è che i Gianni e Pinotto della Lombardia, Fontana e Gallera, due ridicoli cialtroni, che, di superiore all’inettitudine, hanno solo la faccia di bronzo, siano ancora lì a dire sciocchezze e far danni.
“Offesa ai morti sono Salvini Meloni e Berlusconi che li difendono, esaltando un ‘sistema lombardo’ che invece dovrà essere indicato e studiato come modello negativo per il paese. Offesa ai morti è un governo e un sistema istituzionale vili e complici, che non rimuovono una giunta lombarda che da tempo avrebbe dovuto essere cacciata nella vergogna”.  (Giorgio Cremaschi, in Contropiano del 27 maggio)
Mentana, il pennivendolo al servizio di tutti i padroni purché siano tali,come avete potuto constatare, non la pensa affatto così.
Ma, detto in tutta sincerità, c’era da aspettarsi qualcosa di diverso da uno che si fa chiamare “chicco”?

Luca Ariano