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Il costo della stupidità

I Leghisti sono la miglior dimostrazione che l’Uomo non discende dalle scimmie ma che è lui stesso una scimmia”.
Anonimo

Luca Zaia, l’attuale Presidente (Presidente, non Governatore, visto che, a dispetto dei filo-yankee di casa nostra, l’Italia non è ancora, se non di fatto, il cinquantunesimo Stato degli USA) della Regione Veneto non è una persona intelligente. E non solo perché è un leghista, essendo il Quoziente di Intelligenza (Q.I.) medio dei militanti e dei simpatizzanti del partito di casciaball Salvini inferiore a quello nazionale, e non solo a quello nazionale.
Potreste considerare intelligente uno che, durante una trasmissione su una tv locale del nordest, sul tema del Coravirus, ha spiegato che, nella sua Regione, i casi di COVID-19 sono relativamente poco numerosi perché, a differenza dei cinesi, i veneti in particolare e gli italiani in generale…si lavano?
“L’igiene che ha il nostro popolo, i veneti, i cittadini italiani, si basa su una formazione culturale che ci porta a lavarci, a farci la doccia, a lavare spesso le mani”. “Abbiamo un regime di pulizia personale che è particolare. Anche l’alimentazione, la pulizia, le norme igieniche, il frigorifero, le scadenze degli alimenti c’entrano. La Cina ha pagato un grande conto su questa epidemia che ha avuto perché li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi o robe del genere”.
Ciò nonostante (o forse proprio per questa ragione), Luca Zaia è uno di quelli che decidono come i Veneti devono vivere in epoca-epidemia da coronavirus. Uno di quelli, insomma, che stabiliscono se, quando e per quali motivi gli abitanti di Padova, o di Venezia o di Verona, indicate voi la città che preferite, possono uscire di casa o “violare la quarantena”. Facoltà che, ai suoi tempi, era propria del mascellone che avrebbe dovuto guidare il popolo Italiano a conquiste imperiali che andavano ben oltre il rapimento delle ragazze somale o la cattura dei montanari greci e albanesi.
Eppure uno così, uno come il nostra Luca Zaia, esperto di gaffes e di vere e proprie fesserie al pari del suo corrispondente lombardo, Attilio Fontana, non rinnova il fasti della Commedia dell’Arte gratuitamente.
Nel 2012, nel pieno delle polemiche riguardanti le “spese pazze” in diverse Regioni del nostro sfortunato Paese, Luca Zaia dichiarò pubblicamente di percepire, per la carica istituzionale che ricopriva, uno stipendio lordo di 9milacinquecento euro.
In realtà, da questa cifra andava tolto il contributo versato mensilmente alla Lega quando ancora il bilancio del partito del bauscia Salvini non era conteggiato in rubli, e pari a 1.500 euro.
Passano gli anni e si arriva al 2019. Anno in cui il giornale Il Gazzettino scrive di un compenso mensile di circa 8mil081 euro. Una cifra significativamente difforme da quella indicata dal sito Truenumbers (cfr. www.truenumbers.it), il quale, nel febbraio scorso (2020) ha pubblicato una sorta di classifica degli stipendi dei Presidenti di regione. Per questo sito, Luca Zaia percepirebbe in totale un compenso lordo di circa 13mila800 euro così suddiviso: 6.600 euro per indennità di carica, 2.700 euro per indennità di funzione e 4.500 euro per rimborso-spese per esercizio di mandato.
E poi c’è ancora qualcuno che si ostina a credere che essere poco intelligenti non paga! Paga, paga e, a quanto dimostra suo malgrado il leghista Luca Zaia, paga profumatamente

Eugenio Colombo