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Sardine o boccaloni?

Prima che il Coronavirus ristabilisse la gerarchia fra le cose importanti e quelle che non lo sono affatto, il cosiddetto Movimento delle Sardine (nomen omen) era considerato, da una falsa Sinistra catto-comunista, il “nuovo che emerge” da una palude in putrefazione che si sta costantemente prosciugando (1). Un “nuovo che emerge” che, tuttavia, reca con sé molto di “vecchio”,  e del vecchio peggiore: il papismo.
Che, com’è noto, rappresenta la malattia senile della religione cattolica, una setta ebraica dedita al culto di un mistero della Matematica, vale a dire il mistero di come uno si divida in tre restando sempre uno.
Ma torniamo sulla terra, pardon: nella palude. E’  successo che uno degli esponenti del “movimento delle sardine”, tale Mattia Santori, abbia citato tra gli “alleati contro la “povertà” anche la Chiesa cattolica. E che si sia vantato, in un’intervista ad Alanews di aver ricevuto una telefonata da papa Francesco “il rosso” (in persona personalmente, direbbe il Catarella dei film di Montalbano) per organizzare un incontro in Vaticano.
In realtà si trattava di uno scherzo, architettato dalla redazione del programma radiofonico di Radio24 La Zanzara, con Bergoglio impersonato dall’imitatore Andro Merkù.
“Era gennaio e Santori riceve la telefonata della segreteria di Stato Vaticana, pochi istanti ecco Bergoglio. Anzi, il finto Bergoglio (…). Che si prodiga in complimenti per ‘l’ondata di gentilezza e di educazione che avevamo riportato come Sardine’. Pensavo a uno scherzo, ero emozionato. Non l’ho mai detto a nessuno” racconta Santori convinto di aver parlato davvero con il Papa. La notizia fa il giro di tutti i mass media, compresi i principali quotidiani nazionali. Dopo qualche ora ci pensa il conduttore de La Zanzara, Giuseppe Cruciani, a ristabilire la realtà: “È stato un nostro imitatore a chiamare Santori a gennaio, non certo Papa Francesco” spiega in diretta a Radio24 con David Parenzo”. (Corrieredellumbria.corr.it, aprile 2020)
Lo scandalo, comunque, non consiste tanto nel fatto che uno dei “capi” delle Sardine sia stato buggerato come un merluzzo qualsiasi, bensì che il signor sardina Santoni si sa dimostrato entusiasta di essere contattato dal capo degli squali per eccellenza. Vale a dire del papa-compagno che tanto piace alle maestrine dalla penna rossa ed ai loro alunni meno svegli e più boccaloni.
PS: Poiché, per dirla con Einstein, né la Stupidità né l’Universo conoscono limiti, le Sardine ci sono ricascate, o, più propriamente, sono state ripescate. Nel cosiddetto Giorno della Memoria, dedicato alle “vittime del terrorismo interno e internazionale, e delle stragi” e che si celebra il 9 maggio, anniversario della morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato i “ragazzi del Movimento” hanno infatti scritto sui social: “In un’epoca dove l’assenza di memoria è uno dei nemici peggiori di questo Paese, vale sempre la pena ricordare #AldoMoro e #PeppinoImpastato ammazzati dalla Mafia”. E lo hanno fatto non solo per fornire l’ennesima prova della loro ignoranza storica, ma per dimostrare che, per questi studentucoli ripententi e semi-analfabeti, anche la Politica non è acquario per loro. Se non altro perché hanno colpevolmente dimenticato non solo che accostare la mafia alle Brigate Rosse è un po’ come accostare Lenin ad Hitler, ma che, secondo parecchi studi, tra il 40% ed il 75% degli eletti in Sicilia dal 1950 al 1992 erano arrivati lì grazie ai voti della mafia.

(1) Addirittura per Marco Revelli “Sono state il fatto più importante dell’ultima stagione politica. L’innovazione più interessante nel desolante quadro italiano”. Cfr. www.tpi.it del 21 febbraio.

Ravachol