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E li chiamano 'esperti'

Massimo Galli, direttore responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, aveva avvertito che nessuno poteva e può definirsi esperto: “Ne sappiamo veramente molto ma molto poco (sul coronavirus, ndr) e forse molti di noi, cosiddetti esperti quasi reali e magari non tanto reali, ne abbiamo anche parlato qualche volta a sproposito. Qualcuno sicuramente lo ha fatto”.
In ogni caso, è ormai assodato che non è stato soltanto il governo fascisteggiante della coalizione Dem-Pentastellati-frattaglie sinistre varie a confondere gli Italioti con una comunicazione a dir poco contraddittoria e sconclusionata.
Più o meno illustri virologi ed esperti, autentiche video-star ed opinionisti di rango (?), hanno contribuito ad aumentare il caos e la confusione del popolino-bue elevato agli altari di un capitalismo in agonia.
Restrizioni delle libertà personali (prima fra tutte quelle “di movimento e di circolazione”) e chiusure delle attività, decretati del Governo Conte, sono stati validati perché “ce l’ha detto la scienza”.
Peccato però che quella stessa scienza abbia cambiato opinione ogni volta che i fatti smentivano quanto “gli Esperti” avevano pontificato fino al giorno prima. “Restate a casa” e “lavatevi le mani” sono state poi le uniche soluzioni fornite dagli “scienziati cialtroni” che non hanno mai fatto ammenda per le corbellerie dispensate dai teleschermi o dalle colonne dei giornaloni di Stato.
Amor della verità vuole che si aggiunga che, alla confusione e alle misure tardive per il contenimento del Coronavirus, ha contribuito lo stesso Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile nominato il 3 febbraio dal ministro della Salute, il fino ad oggi sconosciuto Roberto Speranza. Quante volte durante la conferenza stampa quotidiana delle 18 abbiamo sentito affermare da Angelo Borrelli e soci che le mascherine non servivano?
Sempre il Comitato aveva smentito l’utilità dei tamponi agli asintomatici, convinzione ribadita a mezzo stampa anche da Walter Ricciardi, membro italiano del board dell’Oms, il 27 febbraio. Il consigliere del ministero della Salute affermò che “chi ha dato l’indicazione di fare i tamponi anche alle persone senza sintomi, gli asintomatici, ha sbagliato”, ribadendo che la strategia della Regione Veneto “non è stata corretta perché ha derogato all’evidenza scientifica”, in quanto le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (test solo su soggetti sintomatici in presenza di due caratteristiche, il contatto con malati di Covid-19 accertati e la provenienza da zone di focolai), riprese dall’ordinanza del ministro della Salute del 21 febbraio, “non sono state applicate”. Ricciardi dichiarò anche se le linee guida fossero state applicate non avrebbero causato “confusione e allarme sociale”.
In compenso, la prima scienziata, che, in Italia, ha denunciato la pericolosità del covid-19 e la problematicità degli asintomatici nella diffusione del contagio, Ilaria Capua, nel 2016 era stata costretta ad emigrare negli Stati Uniti, in seguito ad un articolo de L’Espresso che l’aveva accusata di corruzione, abuso d’ufficio e traffico illecito di virus.  Ora la Capua, nel frattempo prosciolta “perché il fatto non sussiste”, è direttore dell’One Health Center of Excellence presso l’Università della Florida.
Comunque, all’epoca dei primi avvertimenti di Ilaria Capua, la neo-star dei media di regime,Roberto Burioni, affermava “con sicurezza” che il coronavirus in Italia non stesse circolando e quindi il rischio di contrarre il virus fosse zero, grazie anche alle misure intraprese dal governo.
Burioni prendeva in giro anche chi, all’epoca, indossava le mascherine, affermando che fosse più facile essere colpiti da un fulmine e che fosse impossibile “suicidarsi con il coronavirus”. La stessa teoria è stata poi ribadita dal virologo il 16 febbraio ospite da Fazio, quando denunciò l’emergenza razzismo contro i cinesi, rivendicando con orgoglio il fatto che la moglie e la figlia il giorno stesso avessero… pranzato al ristorante cinese!
Scoppiano i focolai in Lombardi ed in Veneto e, indovinate un po’, la posizione di Burioni cambia come le felpe dell’ex-ministro degli Interni, Rimba-Salvini, il cretino che piace ai cretini, e solo a loro: “Noi pensavamo che qui il virus non ci fosse perché ci dicevano (sic!) che il virus non c’era”.
Come tutti gli altri esperti, veri o nominati a furor di video-gradimento tali, anche Burioni è passato da “le mascherine non servono” a “le mascherine dovremo portarle tutti e a lungo”.
Sul fronte apparentemente opposto a quello della star-Burioni si è collocata la direttrice del laboratorio di microbiologia dell’ospedale Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo, ritenuta la ispiratrice “scientifica” della demenziale campagna “Milano non si ferma” del pregiudicato sindaco Beppe Sala, uno che deve aver ispirato il celebre trattato di Cipolla sulla Stupidità.
Dopo aver sostenuto che “il coronavirus è come un’influenza”, la Gismondo è diventata una delle principali voci dei media di regime italioti, dove è arrivata pure ad affermare che il virus ha dato una “spinta” ai malati che sarebbero morti ugualmente e che un suo amico gioielliere le aveva promesso… “un ciondolo a forma di coronavirus, un virus molto elegante” per farne un ricordo visto che dopo poche settimane “non ne avremo più sentito parlare”!
E che dire di tale Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli studi di Milano, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e presidente dell’Anpas, nonché divoratore di involtini primavera in diretta televisiva?
Pregliasco ha dichiarato che “i cittadini non devono avere paura di incontrare il coronavirus perché non sta circolando” (4 febbraio), teoria ribadita dieci giorni dopo quando additava come allarmiste le persone che portavano le mascherine in stazione Centrale di Milano. Salvo poi dichiarare, dopo lo scoppio dei primi focolai, il 23 febbraio, che “ce lo aspettavamo” perché “questa patologia è un po’ perfida”!
Poteva mancare, in questa breve rassegna della serie “in che mani ci hanno messo” gli incompetenti-incapaci al Governo per volontà dei catto-comunisti e del popolino-bue che vota Grillo convinto di votare Gesù, Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha garantito che “l’uso delle mascherine in una persona sana non ha particolare utilità” in un video informativo pubblicato dalla stessa Iss, tesi ripetuta più volte durante la conferenza stampa quotidiana delle ore 18?
Ci fermiamo qui. Con un ultimo interrogativo: che fine ha fatto la nota teoria delle forze produttive che ha storicamente indotto i marxisti ad identificarla innanzitutto nella scienza, considerata una sorta di “mamma” benigna anche quando è ormai assodato che anche le mamme, talvolta, “ la danno via”?

Luca Ariano