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L'ennesima canagliata yankee

Il 25 marzo scorso,  il Dipartimento di Stato USA ha emesso un mandato contro il legittimo presidente del Venezuela bolivariano Maduro con il quale non solo, a sprezzo del ridicolo, lo si accusa di “narcoterrorismo” ma si arriva addirittura, in perfetto stile-western, ad offrire una taglia di 15 milioni di dollari per la sua cattura.
Nel tentativo di mantenere il controllo sul proprio preteso “cortile di casa”, l’imperialismo yankee ha così aggiunto un nuovo anello a un’infame catena di crimini contro i popoli dell’America Latina (e non solo) commessi negli ultimi decenni: dal golpe contro Allende a quello contro Morales, dall’appoggio ai Contras in Nicaragua alle operazioni antiguerriglia in Colombia, dalle destabilizzazioni contro i governi brasiliano ed ecuadoriano al bloqueo contro Cuba.
Ma non solo. Gli Stati Uniti hanno 686 basi in 74 paesi del mondo.
Secondo il Dipartimento della Difesa, il governo federale statunitense controlla 179 basi militari in Germania, alcune centinaia in Europa (al 30 settembre 2015 erano dislocati in Italia 11.799 militari statunitensi. Al 30 settembre 2019 erano 12.902) e 109 in Giappone, oltre alle più di quattromila situate sul proprio territorio.
Washington ha speso 611 miliardi di dollari per la propria difesa nel 2016 e mantiene quasi 270mila militari all’estero.
In buona sostanza, ”se esistesse un tribunale internazionale indipendente per giudicare i crimini contro l’umanità sarebbero già stati emessi mandati e poste taglie sulla testa di tutti i presidenti americani, nessuno escluso, che si sono succeduti alla Casa Bianca per l’ultimo mezzo secolo” (Carlo Formenti).

Red2