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Papavirus

Già Orwell, un trotzkista che diede il meglio di sé come scrittore, piuttosto che come militante politico (cfr. La fattoria degli animali , Omaggio alla Catalogna e il famosissimo, e profetico, 1984) si era premurato di ricordarci che gli uomini sono sì  tutti uguali, ma che alcuni sono più uguali degli altri.
Lui è sicuramente uno di questi ultimi. Lui è Francesco, il papa-compagno, la rock star  più gettonata dalla feccia dei papisti “di sinistra”.
In tempi di coronavirus, di crisi sanitaria e non solo, Lui se ne va tranquillamente in giro per Roma quando tutti gli Italioti sono costretti agli arresti domiciliari da un Governo di incapaci e di ignoranti (“Papa Francesco a piedi nel centro di Roma prega per la fine della pandemia. In una città semi-deserta Bergoglio è andato nella chiesa di San Marcello, lungo via del Corso. Da solo con a debita distanza gli uomini della scorta”. Da Globalist.it del 15 marzo).
E nessuno che l’abbia denunciato, nessuno che si sia indignato per l’iniziativa irresponsabile di uno che non poteva accampare neppure il pretesto dei motivi di lavoro, della spesa indifferibile da fare o del cagnolino da portare a fare i suoi bisognini fuori-casa (tali, nonostante tutto, non essendo i “gorilla” che lo accompagnano, loro sì per gli or ora accennati  “motivi di lavoro”)!
Ma non basta. In un periodo in cui è tutto chiuso (librerie, biblioteche, scuole, musei, ecc, ecc), a restare aperte, per volere di un Esecutivo che più papista non si può, neanche con i democristiani d’antan, sono… le chiese!
“Sembra proprio che di indipendente e sovrano sul suolo di questo paese ci sia solo quello stato nello stato che è la Chiesa. Che non esita a contravvenire a provvedimenti sanitari che valgono per i comuni mortali. E, peggio ancora, che di fatto istiga a commettere reati e a mettere in pratica comportamenti contrari alla tutela della salute pubblica e in particolare delle persone più deboli. Il Presidente della Repubblica è stato chiaro: ‘L’Italia sta attraversando una condizione di difficoltà” e “nel comune interesse” non si aspetta “mosse che possono ostacolarne l’azione”. Perché dunque Mattarella non rivolge lo stesso monito alla Santa Sede?”.
Parole (queste sì sacrosante!) di Roberto Grendene, segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), che commentano la decisione del cardinal vicario di Roma, Angelo de Donatis, di revocare il decreto di chiusura delle chiese parrocchiali di Roma.
Chi va in chiesa violando la quarantena e le disposizioni in materia di salute pubblica come giustifica i propri spostamenti? Con ”comprovate esigenze lavorative”? con “situazioni di necessità”? con “motivi di salute” (anche le anime, al pari del corpo, si ammalano di coronavirus?)
In realtà, Francesco “il rosso” (di vergogna fra l’altro per i suoi precedenti in Argentina all’epoca della dittatura delle bestie clerico-militari) e, più in generale, la Chiesa non sono poi tanto contrariate dalla diffusione della malattia.
Tante offerte, tante messe, tanti riti propiziatori, tutti a pagamento, ovviamente, in più.
Tanta gente in più che si getta fra le braccia dei preti senza rendersi conto che loro infilano le mani nelle tue tasche e nel tuo portafoglio…

Ravachol