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Aspettando l'onda di piena

Nel 2009 il Messico fu il primo paese a registrare casi di influenza A (H1N1).
Ad oggi, il numero delle morti rimane indeterminato (44 confermate e 100 da confermare), ma il panico si è diffuso  rapidamente: qualche giorno dopo, la capitale (una metropoli di 18-20 milioni di abitanti) si svuotò rapidamente. La prima settimana il clima era spettrale, dalla seconda settimana iniziarono ad apparire esseri umani con mascherina e guanti di lattice che preparavano tacos sui marciapiedi, portavano bottiglioni d’acqua in bicicletta, offrivano la lavata di vetri alle poche macchine ferme ai semafori…
Nonostante il panico, bisognava pur mangiare…
Attualmente (19 marzo 2020), l’America Centrale e il Messico hanno un numero ridotto di contagiati da COVID-19, la maggior parte persone di ritorno da viaggi in Europa (l’Italia ricorre nelle cronache…) e negli USA.
A quanto affermano le autorità locali, non siamo ancora entrati nella fase di “contagio comunitario”, ma anche sull’onda delle notizie provenienti dall’Italia e dalla Spagna, molti paesi hanno applicato una quarantena preventiva, con blocco delle frontiere e confinamento più o meno duro, a seconda del paese, in casa.
El Salvador e Guatemala in particolare hanno limitato fortemente gli spostamenti della popolazione, accettando nei fatti le raccomandazioni di Cina, OMS etc., mentre, spesso rinunciando agli obblighi imposti dal bloqueo imposto a Cuba dagli Stati Uniti, chiedono all’isola medici specializzati e medicine già sperimentate in Cina nel trattamento del Coronavirus (Es. Interferon Alfa 2B).
Medici cubani che, per inciso, fino a qualche settimana fa venivano trattati come paria dai governi dell’ondata reazionaria degli ultimi anni.
Mentre il presidente salvadoregno Bukele, dopo aver interrotto qualche mese fa una serie di progetti sanitari portati avanti dai governi precedenti, che prevedevano la presenza di medici cubani nel paese e la cura gratuita di pazienti poveri a Cuba per alcune patologie, si getta a pesce assicurando che vuole “comprare” all’odiato “regime” tutto l’Interferon del mondo, e che se gli manda anche qualche medico, non disprezzerà…
Anche Bolsonaro, “scordandosi” opportunamente di aver cacciato i medici cubani dalle favelas e dalle zone più povere, adesso ventila la possibilità che tornino gli odiati comunisti…
L’unico barlume di “orgoglio reazionario” arriva dalla Bolivia golpista, che rigetta l’opzione cubana, ma è ancora presto. Col primo bianco biondo che si ammalerà, ci penseranno….
Ma tutti questi paesi non sono la Cina. O Cuba.
In teoria, le misure introdotte ed apprese dall’esperienza (positiva o negativa) dei paesi in cui il COVID sta infuriando, sono corrette e responsabili. In teoria.
Ma in Guatemala e El Salvador, il“coprifuoco” imposto non è accompagnato dall’Esercito Popolare che porta razioni alimentari alla gente chiusa in casa, ne dalla presenza capillare di medici di famiglia che possano identificare a tempo un focolaio di contagio.
In Messico, il 60% della popolazione attiva lavora nel settore informale. Cifre simili valgono per Guatemala e El Salvador. Se non si lavora, non si mangia. Quel che guadagni in un giorno, basta a malapena per coprire le spese del giorno dopo. Negli ospedali pubblici spesso devi comprarti medicine e materiale medico e chirurgico per rifornire chi ti sta curando. In quelli privati, si “riserva il diritto di ammissione”.
Dall’esperienza del 2009, si apprende che l’autonomia per resistere in casa della maggioranza della popolazione di questi paesi, senza uscire è di un paio di settimane. Al massimo.
Poi, fatalisticamente, si faranno i soliti cammini per andare in centro o nei “distretti” commerciali a vendere, vendersi, offrire i propri servizi per qualche moneta.
Sperando in dio, nel rimedio “infallibile” di qualche stregone, nella benedizione di Santa Muerte e nelle medicine della nonna.
Sperando che il virus non sopporti troppo il caldo tropicale, o l’umidità della stagione delle piogge che inizia.
Sperando che un eventuale vaccino sia gratuito e arrivi presto.

DamnIt

Città del Messico
19-03-2020