Canale Video


Calendario

Aprile 2020
L M M G V S D
« Mar    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Archivio Articoli

Il sindaco salutista

Il piddino Giuseppe Sala, che fa il sindaco di Milano nonostante sia stato condannato, nel luglio dello scorso anno, a sei mesi (convertiti in pena pecuniaria di 45mila euro) nel processo per falso quando era manager di Expo, cioè della manifestazione svoltasi durante il mandato del “compagno” Pisapi(p)pa, ha avuto di recente un’idea delle sue. E cioè una vera e propria ideona, inimmaginabile in uno con la faccia da salumiere di paese: entro qualche mese, Sala-il Salumiere intende imporre il divieto di fumo all’aperto alle fermate dei mezzi pubblici e lungo le code per accedere ai servizi comunali o ai musei. Ma non basta: dal 2030, nelle suoi minacciosi progetti, il divieto sarà esteso a tutti i luoghi pubblici della città, dalle piazze alle aree verdi!
Il solito delirio salutista, l’ennesimo tentativo di accattivarsi le simpatie dei giovani gretini e delle “teste d’uovo” grilline, gli uni e le altre portatrici dei deliri salutisti che contraddistinguono le sardine dello stagno catto-comunista, si sarebbe tentati di sospettare. E invece no, le cose stanno peggio, molto peggio. E questo perché le motivazioni del sindaco-salumiere sono ambientali: non bisogna fumare perché il fumo inquina. Sì, avete letto bene: inquina!
Di primo acchito, come dargli torto? A chiunque faccia un giro per Milano viene subito in mente che la puzza di smog, con annesso cielo grigio, sia  il prodotto di quei quattro cafoni maleducati che  fumano più dei pellerossa con un “calumet della pace” fra le mani. Per Sala, insomma, dalla sigaretta di un “povero” fumatore (be’, povero non tanto, visto il costo delle sigarette) escono cirri e nembi carichi di polveri sottili, mentre la sua bocca è un tubo di scappamento.
Il problema è che la crociata ambientalista si dimostra ogni giorno che passa una battaglia politica e antiscientifica, nella quale chi meno sa più pontifica. Come ci hanno insegnato i Pentastellati e i loro epigoni gretini.
Secondo i dati ISPRA (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), infatti,  le voci più importanti dell’inquinamento da particolato PM 2,5 sono il riscaldamento (38%), gli allevamenti intensivi di animali (15,1%), l’industria (11,1%) e, per finire, i veicoli (9%).
Nessuna traccia delle sigarette, in questa hit-parade dell’inquinamento urbano.
Meglio avrebbe fatto, l’ambientalista Sala, ad imporre, che so?, lo spegnimento del riscaldamento domestico e/o una dieta priva di cotolette e di bistecche. (1)
Si sarebbe e ci avrebbe risparmiato le solite, abituali cretinate che, a ben vedere, sono sicuramente  più nocive alla salute (soprattutto a quella mentale) di chi ha ormai piene le proverbiali tasche di incompetenti saccenti ed arroganti che seminano più disastri loro che cicche per terra i fumatori.

(1) Il Modello Milano, il fiore all’occhiello del Sindaco-Salumiere, “gode di ottima stampa in tutta Italia”, ma si risolve, in realtà,  nella “sottomissione agli interessi di pochi di una città che è entrata nel giro grande dell’immobiliare internazionale. E che continua a costruire e a consumare suolo e ad avere l’aria inquinata e velenosa” (Il Fatto quotidiano del 31 gennaio, pag.13).

Eugenio Colombo