Canale Video


Calendario

Novembre 2020
L M M G V S D
« Ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Archivio Articoli

L'angolo della poesia

Rubrica periodica

Vedrai vedrai

Quando la sera me ne torno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi con quella tenerezza
come fossi un bambino che ritorna deluso
si lo so che questa non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà vedrai, vedrai
non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene
mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
no, non son finito sai
non so dirti come e quando
ma un bel giorno cambierà.

Luigi Tenco*

*Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 – Sanremo, 26 gennaio 1967), un compagno poeta e cantautore degli anni Sessanta del Novecento, non un cantautore “compagno” alla Guccini dei tempi nostri, si suicidò in un albergo durante l’edizione del 1967 del Festival di Sanremo, “come un atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire li idee a qualcuno…” (dal biglietto di congedo lasciato da Tenco. Io, tu e le rose e La rivoluzione sono i titoli di due brani musicali in concorso al Festival).
Insieme a Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi, Sergio Endrigo, Giorgio Calabrese, i fratelli Reverberi e altri, fu uno degli esponenti della cosiddetta ” scuola genovese”, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana a partire dagli anni sessanta
Le sue canzoni sono considerate fra le più belle della canzone italiana di anni in cui anche decidere di morire per una causa apparentemente banale e insignificante rappresentava un gesto di ribellione contro una società ingiusta perché borghese e capitalistica.